OSTUNI Ostuni Climate Camp: mancano 2gg all'avvio..........

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Giovedì, 17 Luglio, 2025 - 22:22

in PROGRAMMA, giovedi' 17 giugno ore 17-20 " NO NUKE ITALIA"

"Quale campagna di lotta contro il nucleare in Italia. Partecipazione
comitati contrari al nucleare. Definizione di una proposta nazionale "

(sarà garantita la diretta sui social con possibilità di interventi
online via Zoom)

CONTRO IL RITORNO AL NUCLEARE DEL GOVERNO MELONI:

"NO NUKE CIVILE E MILITARE"

Il 14 maggio 2025 è stata costituita la societa'" NUCLITALIA",un altro
tassello del governo Meloni per la Legge Delega" sul ritorno al
nucleare"

La NewCo "NUCLITALIA" è partecipata da Enel-Ansaldo-Leonardo con
rispettive quote del 51 - 39 - 10 %. Ferruccio Testa ne è il
presidente(gia' rettore del Politecnico di Milano), Luca Mastrantuono ne
è l'AD(responsabile Enel"Nuclear Innovation" ed advisor Associazione
Italiana Nucleare), piu' altri 5 nel board: Enel ( Nicola Rossi e
Valentina Di Cesare), Ansaldo ( Daniele Gentile e Andrea Benveduti),
Leonardo( Andrea Campora).
La NewCo disporra' di 27,5 mld|anno "per
progetti,formazione,comunicazione".
Non si occupera' di produrre SMR e|o similari, ma di "
studiare-selezionare modelli piu' adatti alle esigenze del sistema
energetico-industriale italiano". Mentre in parallelo sono in corso
accordi per prototipi: Enel-Newcleo"4° generazione" e Andaldo-EDF "
SMR".

Parliamo di anni a venire, "decine, se tutto va bene":alla faccia
"dell'urgente risoluzione
della crisi energetica", piu' volte sbandierata dai governi italiano ed
europei per imporci il ritorno al nucleare !!

Il "ritorno al nucleare" è solo un altro dei bluff del governo Meloni,
al pari del " Piano Mattei-Italia Hub Gas", tanto per darla a bere ai
gonzi e finanziare mercantili filiere amicali e|o legate agli attuali
scenari UE guerrafondai. Il tutto a scapito del welfare sociale,del
costo dell'energia e delle pesanti bollette, del risparmio energetico e
delle energie rinnovabili legate alle Comunita' Energetiche.

Dunque, un'operazione tutta politica, con pericolosi risvolti militari
nella contingenza della guerra sistemica :uno scenario catastrofico da
sventare al piu'presto.

A 80 anni dal crimine nucleare Usa su Hiroshima e Nagasaki, gli
imperialismi riarmano minacciando piu' di frequente il ricorso all'arma
atomica per la conquista della supremazia, folli e incuranti della
distruzione dell'umanita' e dell'intero Pianeta.
Fermare il riarmo e la guerra, chiudere con il fossile e il nucleare, è
l'impegno categorico per contribuire a realizzare " un altro mondo
possibile".

NUCLEARE NO GRAZIE ! NE' ORA , NE', MAI !!

COORDINAMENTO NAZIONALE " Nucleare mai piu'"

NUCLEARE ANALIZZATO DA BANKITALIA:NON GIOVA ALLA BOLLETTA, ARRIVERÀ
TARDI E COSTERÀ TROPPO

[1]

Sul sito di Bankitalia è apparso uno dei tanti studi [2] commissionati
dall’istituto, questa volta con al centro dell’analisi la stima
degli effetti della possibile reintroduzione del nucleare in Italia. Lo
studio, scritto da Luciano Lavecchia e Alessandra Pasquini, smonta le
falsità che ci hanno ripetuto negli ultimi anni: l’energia
dell’atomo non ci ridurrà la bolletta.

Ma quello che ci dice il testo di Bankitalia articola ancora più
approfonditamente perché il nucleare è pura propaganda, e perché
serve solo al complesso militare-industriale. Andiamo con ordine:
“_dati la struttura del mercato e della bolletta elettrica, una
reintroduzione del nucleare non avrebbe significativi impatti sul
livello dei prezzi_“.

Questa è la prima presa d’atto sul tema. Bisogna dire che il
documento afferma pure che il nucleare potrebbe aiutare a
“_stabilizzare la spesa per l’elettricità per i sottoscrittori di
contratti a lungo termine_“. Ma, allo stesso tempo, sottolinea anche
che lo stesso risultato è possibile raggiungerlo con contratti simili
riguardanti le rinnovabili.

Se parliamo di emissioni di gas serra, dice lo studio, il contributo del
nucleare è “_potenzialmente consistente_“. Potenzialmente, perché
la tempestica per la realizzazione di una nuova centrale è tra i 10 e i
19 anni, con i siti UE più vicini al limite superiore: in pratica, si
arriverebbe molto vicini al 2050, cioè quando dovrebbe essere raggiunta
la neutralità carbonica.

Non si capisce allora il senso del perché non investire massicciamente
nelle rinnovabili, come del resto sta già avvenendo, soprattutto in
Cina. Bankitalia ricorda che i reattori attivi oggi in Europa sono il
risultato degli investimenti fatti ai tempi degli shock petroliferi
degli anni Settanta e Ottanta. Ormai, le rinnovabili sono molto più
competitive, e gli operatori privati “_privilegiano tecnologie a
minore intensità di capitale e con tempi di costruzione molto più
rapidi_“, come le rinnovabili, appunto.

Se si volesse fare un paragone tra nucleare e rinnovabili, il volume di
investimenti sul primo è oggi minore di 10 volte rispetto a quello
posto sulle seconde, ma che l’espansione dell’energia davvero verde,
in Italia, è nettamente rallentata da farraginosità normative e
caoticità del complesso autorizzatorio. Su questo lato, il Belpaese è
ben lontano dagli obiettivi fissati, ma non si sta muovendo con la
stessa attenzione dedicata all’atomo.

Inoltre, gli impianti nucleari ora in costruzione hanno subito numerosi
ritardi e aumenti di costi, mentre quelli su cui vuole puntare il
governo italiano, basati sui famosi piccoli reattori modulari, sono
ancora a un livello sperimentale. Insomma, si prefigura un pozzo senza
fondo di sussidi pubblici per una fonte di energia che arriverebbe fuori
tempo massimo.

Stando a valutazioni fatte dall’Agenzia Internazionale dell’Energia
(IEA), al 2040 gli impianti di piccoli dimensioni saranno competitivi
rispetto al fotovoltaico su scala industriale con sistemi di stoccaggio
solo assumendo che “_il costo medio ponderato del capitale sia pari al
4% (una prospettiva ottimistica considerato che la IEA lo assume
generalmente pari all’8-9% per le tecnologie nucleari)_“.

Le quali non sarebbero nemmeno così funzionali: il Piano Nazionale
Integrato Energia e Clima (PNIEC) prevede tra i 22 e i 42 siti nucleari
(senza specificare dove), con una produzione che coprirebbe solo l’11%
del fabbisogno elettrico stimato al 2050. Ma l’idiozia è tale che,
seppur piccola, una parte di questa energia prevista viene ricavata
dalla fusione nucleare, ben lontana dall’essere utilizzabile per
questi scopi.

Lo studio afferma poi un’altra cosa ancora, che contrasta nettamente
con l’idea che il nucleare serva a garantire alla UE una maggiore
autonomia energetica. Infatti, “_la riduzione delle importazioni di
idrocarburi sarebbe compensata da una maggiore importazione della
tecnologia e del combustibile per la produzione nucleare, in questo
momento concentrati in paesi geo-politicamente poco affini
all’Italia_“.

Le tecnologie dominanti del comparto sono quelle russe e cinesi,
sbandierati come i ‘nemici del mondo libero’ da anni, e se il
_know-how_ degli operatori italiani è buono, quello che gli manca è
l’esperienza. Inoltre, il 90% dell’uranio viene estratto in sei
paesi: Kazakistan, Canada, Namibia, Australia, Uzbekistan e Russia.

Un paragrafo è dunque dedicato esplicitamente alla dipendenza per il
combustibile, dove viene sottolineato che il 43% della materia prima
proviene dal Kazakistan, e che la sua politica estera sempre
filo-occidentale. E gli europei non possono più nemmeno contare sulle
miniere del Niger, ovvero sulla solita proiezione coloniale francese.

In pratica, la realtà è che a differenza di fonti energetiche diffuse
e rinnovabili, la ricerca spasmodifca del nucleare potrebbe portare
persino ad aumentare le tensioni sui mercati e quelle geopolitiche, per
accaparrarsi l’uranio necessario. È un quadro abbastanza esaustivo
per capire che la reale finalità dietro il ritorno al nucleare è
rappresentata dalle opportunità _dual use_ [3] che offre.(Gigi
Sartorelli)

L’ITALIA ADERISCE ALLA COSIDETTA “ALLEANZA NUCLEARE” GUIDATA DALLA
FRANCIA

Durante il festival del _Corriere della Sera_, ‘Pianeta 2030’, il
ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin ha
detto ai giornalisti che il prossimo 16 giugno, al Consiglio UE
incentrato su trasporti, telecomunicazioni ed energia che si svolgerà
in Lussemburgo, l’Italia farà richiesta di adesione formale
all’Alleanza per il nucleare.

Si tratta di un’alleanza nata nel febbraio 2023 a Stoccolma, poco dopo
che nella Tassonomia Verde europea veniva inserita definitivamente
l’energia ottenuta dall’atomo. Oltre alla Francia, che ne ha guidato
la creazione, ne sono subito entrate a far parte Bulgaria, Croazia,
Repubblica Ceca, Finlandia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Romania,
Slovacchia e Slovenia.

Nel giro di poco tempo si sono aggiunti anche Belgio, Estonia, Svezia.
Il Regno Unito vi è invitato come ospite, in quanto una delle due
potenze dotate di ordigni nucleari in Europa, mentre fino a ora
l’Italia è stato uno stato osservatore. Ora “_passiamo da
osservatori a veri e propri attori, perché c’è una scelta del
governo in questa direzione_“, ha detto Pichetto Fratin.

Inizialmente, nella primavera del 2023, tra varie voci che parlavano di
un pieno ingresso dell’Italia nell’Alleanza, il ministro
dell’Energia aveva parlato di “_rispetto istituzionale per il
referendum del 1987_” – come se non ce ne fosse stato un altro nel
2011 che ribadiva il no al ritorno al nucleare. Ma allo stesso tempo la
viceministra all’Ambiente, Vanna Gava, criticava le “_scellerate
scelte del passato_“.

Sempre la Gava, lo scorso ottobre, era tornata sull’argomento,
affermando che “_l’Italia deve aderire_ (all’Alleanza, ndr)”, e
aveva aggiunto anche che “_il nostro paese non può rimanere indietro
di fronte ad una fonte così strategica per la decarbonizzazione, ma
deve rendersi protagonista della transizione energetica e del futuro,
offrendo il suo contributo fattivo in termini di ricerca, innovazione e
industria del nucleare_“.

Che ci fosse dunque “_una scelta del governo in questa direzione_”
era evidente da tempo, e che appunto ciò significasse anche inserirsi
nella filiera dell’atomo, cercando di ritagliare uno spazio nel
settore per alcune aziende di importanza strategica nazionale – e non
solo. È così che è nata Nuclitalia [4], che tra i fondatori vede
anche Leonardo, ricordando la centralità del nucleare anche nel quadro
del riarmo europeo.

Intanto, si aspetta la ridefinizione del quadro normativo per il ritorno
alla fissione. Giusto un paio di giorni fa proprio Pichetto Fratin aveva
indicato pure i tempi di questo processo: “_approvato il disegno di
legge che mi auguro che, arrivato in Parlamento, possa vedere la luce
entro fine anno, poi ci sono 12 mesi per le norme attuative_“.

Allo stesso tempo, però, le opportunità di fare affari nel settore si
moltiplicano, con il Belgio che ha da poco rinunciato alla chiusura
delle sue centrali, con l’Estonia che vuole dotarsi a sua volta di un
reattore modulare, e altri casi simili. È possibile che siano dossier
come questi che abbiano convinto Macron e Meloni [5] a raffreddare i
rapporti, con l’incontro svoltosi anch’esso pochi giorni fa. (Gigi
Sartorelli-8|6|25)

ACCORDO AIEA-LOMBARDIA, IL REGIONALISMO RIPORTA IL NUCLEARE IN ITALIA

Mercoledì scorso, a Milano, Rafael Mariano Grossi, direttore generale
dell’Agenzia internazionale per l’Energia atomica (Aiea), e Attilio
Fontana, presidente della Regione Lombardia, hanno firmato un protocollo
di intesa che ha una portata epocale per l’Italia. Con esso, infatti,
si riapre infine la strada al nucleare in Italia.

Gli obiettivi di questo accordo sono quelli di valorizzazione
dell’energia nucleare nella transizione ecologica, l’utilizzo di
questa fonte in settori strategici come la medicina e l’agricoltura, e
ovviamente la promozione della cooperazione internazionale come
strumento per porre in sinergia conoscenze comuni e all’avanguardia.

Insomma, quello che viene definito un ‘uso pacifico’ del nucleare,
ma che nasconde sempre il pericolo del _dual use_. Si tratta, infatti,
della tecnologia che per eccellenza può avere risvolti militari, e
basta anche pensare al fatto che tra i fondatori di Nuclitalia [4], la
società che dovrebbe guidare il ritorno del nucleare in Italia c’è
proprio Leonardo.

Tornando all’accordo tra Aiea e Lombardia, bisogna sottolineare come
la regione italiana si sia mossa d’anticipo sulle opportunità che
questo comparto può offire all’economia locale. Ma non si può
sottolineare come questa intesa sia segnata ancor di più da processi di
lunga data che coinvolgono il nostro paese, dentro il percorso di
integrazione europea.

Innanzitutto, mentre la delega governativa riguardante il nucleare è
ancora in via di approvazione, eventi come il Nuclear Power Expo [6]
palesano la rapacità delle imprese che vedono nell’Italia il prossimo
terreno di profitti legati all’energia atomica.elle criticità del
comparto, bisogna inoltre dire che si osserverà anche in questo caso la
divergenza tra un’area settentrionale dell’Italia ancor più
profondamente legata al _core_ economico europeo, e un’area
meridionale ulteriormente abbandonata a se stessa. Insomma, la forzatura
verso il ritorno al nucleare sta avvenendo per via del regionalismo
‘differenziato’ incardinato nelle riforme europee [7].

Come ha sottolineato Grossi, infatti, “_questo memorandum di i__ntesa
è il primo nella storia dell’agenzia [Aiea] a livello regionale. E
questo è la chiara testimonianza delle capacità che questa bellissima
regione italiana ha da offrire sul piano scientifico, culturale e
tecnologico_“.

Ancora più chiaro è stato il sottosegretario regionale con delega alle
Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, che ha ricordato
come l’accordo sia un “_successo nato dalla missione istituzionale
che la Regione ha condotto lo scorso gennaio a Vienna_“, presso la
Rappresentanza permanente italiana alle organizzazioni internazionali.

A suo avviso, l’intesa “_conferma la capacità della Lombardia di
dialogare con i grandi attori della comunità internazionale su temi
strategici come l’energia, l’innovazione e lo sviluppo
sostenibile_“. La logica dell’autonomia differenziata, che vuole le
regioni responsabili anche di relazioni estere, si rivede
nell’incontro tra Grossi e Fontana (Gigi Sartorelli) 23|5|25)

SCOLAMACCHIA NUOVO AD DI NUCLECO

La società del gruppo Sogin (60%) e partecipata Enea (40%) ha visto il
suo cda insediarsi oggi

AGI 13|6|25- E' Fabrizio Scolamacchia il nuovo amministratore delegato
di Nucleco, Società del Gruppo Sogin (60%) e partecipata Enea (40%),
specializzata nella gestione dei rifiuti radioattivi e nella
decontaminazione e bonifica di impianti industriali. Il nuovo Consiglio
di Amministrazione si è insediato oggi.

Il Cda ha confermato Nadia Cherubini, Responsabile Tecnologie, Impianti
e Materiali per la Fissione Nucleare di Enea, Presidente e ha nominato
Scolamacchia nel ruolo di Ad. A completare il Consiglio di
Amministrazione, Belinda Sepe, Direttrice Amministrazione, Risorse,
Sistemi e ICT di Sogin. Il Consiglio resterà in carica per i prossimi
tre anni.

CHI È SCOLAMACCHIA

Fabrizio Scolamacchia, laureato in ingegneria meccanica, inizia la sua
carriera professionale nel project management di Alenia Spazio, oggi
Thales Alenia Space. Nel 2004 entra in Sogin, la Società di stato
responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani,
della localizzazione e realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti
radioattivi e della valorizzazione industriale dei siti nei quali opera.

Negli anni Scolamacchia ha ricoperto in Sogin ruoli di crescente
responsabilità, tra cui quello di Responsabile della disattivazione
della centrale nucleare del Garigliano (Sessa Aurunca) e di Responsabile
della realizzazione del Complesso Cemex a Saluggia. Dal 2023 era
Direttore Acquisti e Appalti della Società.

“Il nuovo Consiglio di Amministrazione – ha dichiarato Fabrizio
Scolamacchia - è pronto ad affrontare le sfide che l’attendono con
impegno e dedizione, per continuare a garantire l’eccellenza operativa
che da sempre contraddistingue il lavoro di Nucleco”.

Links:
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[1] https://assets.contropiano.org/img/2025/06/centrale-nucleare.jpg
[2] https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2025-0947/index.html
[3]
https://contropiano.org/news/politica-news/2025/06/12/ipotesi-portaerei-...
[4]
https://contropiano.org/news/politica-news/2025/05/19/nasce-nuclitalia-l...
[5]
https://contropiano.org/news/internazionale-news/2025/06/04/bilaterale-d...
[6]
https://contropiano.org/regionali/emilia-romagna/2025/05/21/blitz-di-eco...
[7]
https://contropiano.org/news/politica-news/2024/12/04/autonomia-differen...

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