
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Re: per la Palestina :ulteriori iniziative 22-31 agosto 2025
Data: 2025-08-28 22:38
Mittente: Vincenzo Miliucci <miliucci.vincenzo@gmail.com>
Destinatario: fuori-dal-fossile@googlegroups.com, RETENoRigassNoGNL RETE
<retenorigassnognl@gmail.com>, Collegamento Comitati
<collegamento.comitati@autistici.org>, ACQUA BENE COMUNE
<coordinamentonazionale@acquabenecomune.org>, "RADIO ONDA D'URTO (
Brescia )" <redazione@radiondadurto.org>, radio onda rossa rossa
<ondarossa@ondarossa.info>, velio.arezzini@gmail.com, Francesc Masi
<francesc.masi@tiscali.it>, Mario Apicella <marioapicella@yahoo.it>,
rete-kurdistan-roma@googlegroups.com, UDAP Italia <udap48@gmail.com>,
redazione@radioblackout.org
ORVIETO 30|8 "FLASH MOB - LETTUERA DEI 245 NOMI DEI GIORNALISTI
AMMAZZATI”
ARTICOLO 21-Uccidere cronisti, fotografi e reporter con l’obiettivo di
nascondere quello che l’esercito israeliano sta deliberatamente
compiendo a Gaza ed in Cisgiordania, uccidendo, demolendo case,
appoggiando le occupazioni dei coloni, persino falsificando le prove ei
genocidio che anche qualche soldato israeliano denuncia. Noi giornalisti
occidentali non possiamo più limitarci a scrivere i nostri articoli.
Bisogna sostenere i colleghi che rischiano tutto per informarci con
integrità. Come rivelano le storie di Mariam Dagga e delle ultime
quattro vittime, che non contano più delle altre ma sono uno
spartiacque.
S.GIORGIO DEL SANNIO 30-31|8 AL VIA LA XVIII EDIZIONE DEL PREMIO
INTERNAZIONALE GIORNALISTICO E LETTERARIO “MARZANI” [21]
Il 30 e il 31 agosto 2025 prenderà il via la XVIII edizione del Premio
internazionale Giornalistico e Letterario “Marzani” il cui tema è
“La pace, la cooperazione internazionale e la solidarietà. Per lo
sviluppo dell’Europa e dei Paesi del Mediterraneo”.
La kermesse è organizzata dall’associazione, presieduta da Enzo
Parziale, Campania Europa Mediterraneo, il cui nome indica già la
ricerca di una prospettiva plurale che dalla Campania allarga lo sguardo
all’Europa e al Mare nostrum, lanciando ponti di comunicazione tra le
sue sponde. Con il patrocinio morale, tra gli altri, della Commissione
europea, della Provincia di Benevento e del Comune di San Giorgio del
Sannio, si svolgerà in piazza Ciriaco Bocchini, a San Giorgio del
Sannio, e sarà condotto da Teresa Simeone e da Achille Mottola.
Il tema della manifestazione, ancora una volta, ruota intorno alla
drammaticità di un’attualità che non smette di sconvolgere e
preoccupare le coscienze individuali e collettive: alla guerra
russo-ucraina e alle altre decine di conflitti che ci sono nel mondo, si
è aggiunto da quasi due anni quello israelopalestinese, con la
tragedia, ormai sotto gli occhi di tutti, di Gaza e della Cisgiordania.
La prima serata, perciò, dedicata alle vittime innocenti del genocidio
in atto contro la Palestina ma anche ai caduti di tutte le guerre in
atto nel mondo, sarà occupata da un concerto di solidarietà con i
bambini e la popolazione civile tenuto dalla musicista Eduarda Iscaro,
accompagnata dai maestri Paolo Cimmino e Claudio Romano.
La sua voce e la loro musica saranno il filo conduttore di uno
spettacolo dal grande impatto emotivo, grazie anche alle letture di
Giusy Nazzaro.
La serata conclusiva del 31 agosto si svolgerà sempre nella piazza
Bocchini e vedrà alternarsi sul palco dell’Associazione giornalisti,
ambasciatori, diplomatici e scrittori di respiro nazionale e
internazionale che si sono distinti nella trattazione di tematiche
sull’economia dei Sud del mondo e nella ricerca del dialogo
interculturale e della pace tra i popoli.
È prevista, nella serata del 31 agosto, la presenza, di straordinario
valore simbolico e dalla forte carica istituzionale, di Padre Ibrahim
Faltas, direttore e consigliere delle scuole della Custodia di Terra
Santa e membro della Fondazione Giovanni Paolo II. Parroco a Gerusalemme
e testimone attento della situazione in Medioriente, è costantemente
impegnato nella ricerca di una soluzione pacifica e di convivenza tra
palestinesi e israeliani in Terra Santa
MILANO 30|8 CORTEO FERMIAMOL’OLOCAUSTO PALESTINESE FERMIAMO LA
SOLUZIONE FINALE
SABATO 30 AGOSTO ORE 17 CORTEO A MILANO
partenza Piazza Gerusalemme (M5) termine in largo Domodossola (M5)
con passaggio alla Rai per denuncia giornalisti uccisi
PITELLI(SP) 28-31|8
DUE MOSTRE E QUATTRO GIORNI DI INCONTRI PER LA PALESTINA
a cura di Associazione Culturale Mediterraneo [22]
[23]
VITTORIO VENETO 29|8 h 20,30 biblioteca" a scuola di Gaza"
VARESE 30|8 Musica per non morire"raccolta fondi per Gaza"
TREVISO 31|8 h 13 pranzo raccolta fondi per progetti proPalestina
OLBIA 31|8 h 11 aeroporto di Olbia
"voli da Tel Aviv not welcome"
IN BARCA, DIRETTI A GAZA: COS'È LA FLOTILLA DI CUI PARLANO TUTTI
-------------------------
AVVENIRE 28 agosto 2025
Ispirato dalla marcia dei Cinquecento di Sarajevo, un gruppo di barche
partirà domenica da Barcellona. Il digiuno dei medici italiani
AIUTI PALESTINA. LA DIOCESI DI GENOVA PARTECIPA ALLA RACCOLTA DI AIUTI
ALIMENTARI DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA
AIUTI PER GAZA, A GENOVA SUPERATE LE 80 TONNELLATE DI ALIMENTI. ORA
FIACCOLATA E PARTENZA DELLE NAVI
GLOBAL SUMUD FLOTTILLA, DALLA CASA DEL POPOLO DI MONTEBENI RACCOLTI
14.000 EURO A SOSTEGNO DELL’INIZIATIVA
“GLOBAL SUMUD FLOTILLA”: UN FLASH MOB PER SOSTENERE LE NAVI CHE
PORTANO AIUTI A GAZA
FOLLONICA(GR) DOMENICA 31 AGOSTO
_Follonica (Grosseto)._ Domenica 31 agosto, dalle 10.30 alle 12, in
piazza a Mare a Follonica, l’associazione “Restiamo Umani”
organizza un flash mob a sostegno della “Global Sumud Flotilla”.
BASTA VIOLENZA', 40MILA SANITARI IN DIGIUNO PER GAZA
Anelli (Ordine): 'Il governo agisca. No boicottaggi al popolo di
Israele'
ROMA, 28 agosto 2025,
Redazione ANSA
[24]
In corso il digiuno dei sanitari per Gaza.
Diecimila le adesioni formali giunte nell'arco di pochi giorni, ma i
sanitari - medici ed operatori - che hanno digiunato oggi in segno di
protesta per chiedere la fine delle violenze a Gaza sono stati in
realtà molti di più: almeno 30-40mila, secondo gli organizzatori.
A promuovere l'iniziativa, che ha visto la partecipazione di medici
ospedalieri, di famiglia ed operatori sanitari dal nord al sud
dell'Italia, la rete #digiunogaza, Sanitari per Gaza e campagna BDS
'Teva? No grazie'. Coinvolti anche ordini professionali, università e
sindacati.
"Possiamo dire che è andata benissimo - spiegano i promotori - e
continueremo con le nostre richieste, in particolare rivolgendoci alle
aziende sanitarie affinché adottino la delibera che proponiamo". Nella
delibera si chiede a istituzioni e direzioni sanitarie di impegnarsi
formalmente a "contrastare ogni manifestazione di genocidio con le
azioni di competenza".
Nel documento di proposta si ricorda la petizione 'Stop the Silence',
lanciata il 15 luglio 2025 e firmata, al 26 agosto, da più di 4.600
operatori sanitari e accademici e da circa 8.000 cittadini.
DIRETTRICE WFP VISITA PALESTINA, ISRAELE E LANCIA UN APPELLO PER UN
AUMENTO IMMEDIATO DEGLI AIUTI
GERUSALEMME – L’ACCESSO UMANITARIO SICURO E SENZA OSTACOLI PER
RAGGIUNGERE LE FAMIGLIE PIÙ VULNERABILI È LA MASSIMA PRIORITÀ IN
QUESTO MOMENTO, HA DICHIARATO LA DIRETTRICE ESECUTIVA DEL PROGRAMMA
ALIMENTARE MONDIALE (WFP), CINDY MCCAIN, DOPO AVER VISITATO LA STRISCIA
DI GAZA, DOVE HA POTUTO CONSTATARE DI PERSONA L’IMMENSA DISTRUZIONE E
DISPERAZIONE.
LA VISITA DELLA RESPONSABILE DEL WFP È AVVENUTA POCHI GIORNI DOPO CHE
UN AUTOREVOLE GRUPPO DI ESPERTI SULLA FAME HA CONFERMATO LA PRESENZA DI
CARESTIA A GAZA CITY, CHE COLPISCE OLTRE 500.000 PERSONE E CHE, SENZA UN
IMMEDIATO INCREMENTO DEGLI AIUTI UMANITARI, RISCHIA DI ESTENDERSI ENTRO
LA FINE DI SETTEMBRE. SI TRATTA SOLO DELLA QUINTA CARESTIA CONFERMATA IN
QUESTO SECOLO.
A RAMALLAH, MCCAIN HA INCONTRATO IL PRIMO MINISTRO DELLO STATO DI
PALESTINA, AL QUALE HA RIBADITO CHE LA MASSIMA PRIORITÀ DEL WFP È
L’AUMENTO DELL’ASSISTENZA UMANITARIA, BASATA SU PRINCIPI, A FAVORE
DEI CIVILI PIÙ VULNERABILI.
«CIÒ DI CUI ABBIAMO BISOGNO È UN CESSATE IL FUOCO. IL MIO CUORE VA
ALLE MADRI DI GAZA, COSÌ COME ALLE MADRI DEGLI OSTAGGI ISRAELIANI, I
CUI FIGLI STANNO ATTUALMENTE SOFFRENDO LA FAME. È ORA DI DIRE BASTA»
HA DICHIARATO MCCAIN. «POSSIAMO RAPIDAMENTE AUMENTARE GLI AIUTI
UMANITARI PER RAGGIUNGERE I PIÙ VULNERABILI ALL’INTERNO DI GAZA,
SOSTENERE IL RITORNO DI TUTTI GLI OSTAGGI E GETTARE LE BASI PER PACE E
STABILITÀ».
CON OLTRE 60 ANNI DI ESPERIENZA, IL WFP OPERA NEI CONTESTI PIÙ
COMPLESSI DEL MONDO, COMPRESE ZONE DI GUERRA E CONFLITTO ATTIVO. GRAZIE
A UN’AMPIA RETE LOGISTICA GLOBALE, IL WFP È IN GRADO DI PROCURARE,
TRASPORTARE E DISTRIBUIRE RAPIDAMENTE ASSISTENZA ALIMENTARE SALVAVITA A
CHIUNQUE, OVUNQUE – LADDOVE CE N’È PIÙ BISOGNO.
15 COSE CONCRETE CHE IL GOVERNO ITALIANO PUÒ FARE SUBITO PER GAZA
Si apre domani ad Assisi il Campo dei giovani che prepara la Marcia
PerugiAssisi del 12 ottobre 2025
SALVIAMOLI!
All’indomani dell’uccisione di altri cinque giornalisti e di altre
centinaia di persone, la Fondazione PerugiAssisi e il Centro Diritti
Umani dell’Università di Padova elencano 15 cose concrete che il
Governo italiano può fare subito per Gaza. L’Italia deve organizzare
una grande “Operazione di Salvataggio” dei bambini, delle bambine e
di tutti i sopravviventi di Gaza. Proprio come stanno facendo i
volontari della Global Sumud Flotilla che il prossimo 31 agosto
partiranno da Barcellona.
ECCO COSA PUÒ FARE IL GOVERNO ITALIANO PER GAZA
* Organizzare una grande “Operazione di Salvataggio” dei bambini,
delle bambine e di tutti i sopravviventi di Gaza. Facciamo partire
subito le tre grandi portaerei italiane “Cavour”, “Garibaldi” e
“Trieste”. Carichiamole di aiuti e affidiamo ai nostri militari il
compito di consegnarli al personale delle agenzie dell’Onu e alle
organizzazioni della società civile che ancora resiste nel cimitero di
Gaza. Facciamo in modo che tutti i bambini e le bambine possano
riceverli. Rompiamo l’assedio di Gaza. La Presidente del Consiglio e
il ministro degli Esteri salgano su quelle navi, dirigano le operazioni
di soccorso e chiedano a tutti i capi di Stato europei di fare
altrettanto.
* Convocare ogni giorno l’ambasciatore israeliano in Italia per
chiedere spiegazioni e ribadire la richiesta di mettere fine a tutte
“attività illegali”.
* Richiamare l’ambasciatore italiano da Israele per consultazioni.
* Negare l’ingresso in Italia ai militari e riservisti che hanno
combattuto o stanno combattendo a Gaza e nei Territori Palestinesi
Occupati e perseguire penalmente i cittadini italiani che vanno a
combattere negli stessi territori.
* Garantire la protezione immediata e temporanea, che prevede il
rilascio di un visto d’ingresso nell'Unione Europea, e un servizio di
accoglienza ai palestinesi che sono costretti a lasciare il proprio
paese.
* Adottare sanzioni nei confronti di persone e entità coinvolte in
azioni e politiche del governo di Israele che compromettono i valori
fondamentali della Costituzione Italiana, dell’Unione Europea e delle
Nazioni Unite.
* Presentare un ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia per
violazione da parte di Israele della Convenzione per la prevenzione e la
repressione del crimine di genocidio.
* Proporre la sospensione di Israele dall’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite.
* Revocare il Memorandum d’intesa per la collaborazione militare tra
Italia e Israele e interrompere ogni compravendita di armi e sistemi
d’arma da e per Israele.
* Adottare misure restrittive economiche tra cui restrizioni in materia
di scambi, finanza, energia, tecnologia e beni a duplice uso, industria,
trasporti e beni di lusso.
* Colpire coloro che forniscono sostegno finanziario, tecnico o
materiale per violazioni dei diritti umani in Israele, o sono associati
a persone ed entità che commettono tali violazioni.
* Vietare agli istituti di credito la possibilità di effettuare
investimenti a favore di imprese, enti od organizzazioni di Israele e ad
operatori che intrattengono rapporti economici con Israele.
* Sostenere tutte le iniziative umanitarie, politiche e giuridiche in
soccorso del Popolo Palestinese promosse dall’Onu, dalla Corte Penale
Internazionale e dalla Corte Internazionale di Giustizia.
* Riconoscere lo Stato di Palestina e insieme a tutti i governi che lo
hanno già riconosciuto dare attuazione ad un piano d’azione per
fermare il genocidio di Gaza e mettere fine all’occupazione israeliana
dei Territori Palestinesi.
* Richiedere la sospensione dell’Accordo di associazione tra Unione
Europea e Israele, adottare un Regolamento “Sanzioni contro il regime
di apartheid in Israele”, interrompere tutti i rapporti commerciali
con Israele, in particolare l'esportazione di beni che contribuiscono al
rafforzamento militare e tecnologico e vietare l’importazione di merci
di qualsiasi genere prodotte in Israele.
Perugia, 27 agosto 2025
PALESTINA, IL DISIMPEGNO MORALE DELL’ITALIA
> Lettera di Acli e Arci: è tempo di un cambio di rotta netto e
> immediato: chiedere la fine degli insediamenti, la cessazione delle
> operazioni militari a Gaza, il rispetto del diritto internazionale e
> delle risoluzioni Onu, il riconoscimento pieno dello Stato di
> Palestina.
>
> Come presidenti di due associazioni nate e cresciute in culture
> differenti ci troviamo a scrivere insieme consci della responsabilità
> di non tacere di fronte alla tragedia che si sta consumando a Gaza e
> in Cisgiordania.
>
> Non intervenire nel momento in cui la diplomazia e anche solo
> l’umanità stanno naufragando equivale a un disimpegno morale che ci
> renderebbe colpevoli. Mentre l’attenzione dei media internazionali
> si concentra sulle mosse del presidente statunitense – tra
> trattative con la Russia e passerelle interne – l’espansione delle
> colonie israeliane illegali di Gerusalemme est prosegue indisturbata.
> In particolare il progetto del corridoio E1, avviato negli anni
> Novanta e rilanciato più volte come cardine delle politiche di
> occupazione israeliane sulla città e sull’intera Cisgiordania.
>
> A queste decisioni si sommano le operazioni militari nella Striscia e
> l’uso sistematico della fame e della sete come strumenti di guerra
> contro la popolazione civile palestinese.
>
> Ogni volta che ci siamo recati in Cisgiordania, l’enorme colonia di
> Ma’ale Adumim appariva più estesa, meglio collegata a Gerusalemme,
> con infrastrutture sempre più imponenti. In questi anni è stato
> portato avanti un piano progressivo e sistematico che l’attuale
> governo israeliano intende completare.
>
> Le colonie non sono solo insediamenti abitativi, ma un vero e proprio
> sistema di controllo fatto di strade e infrastrutture interdette ai
> palestinesi e riservate agli israeliani. Un regime di apartheid
> compiuto, che priva un intero popolo di libertà di movimento, di
> dignità e di futuro. La Cisgiordania tagliata in due dal nuovo
> insediamento significherebbe l’impossibilità di collegare Betlemme
> e Ramallah, la cancellazione di uno Stato palestinese con continuità
> territoriale, l’azzeramento dello status quo di Gerusalemme che
> dovrebbe essere la base di qualunque accordo di pace.
>
> Intanto la città vive mesi drammatici: strade deserte, attività
> commerciali chiuse, turismo azzerato e dunque meno testimoni capaci di
> raccontare il processo di giudaizzazione in corso. Proseguono le
> demolizioni di case nei quartieri di Silwan e Sheikh Jarrah: è stata
> abbattuta perfino la tenda del Comitato al-Bustan, simbolo della
> resistenza civile che tante volte abbiamo incontrato. Non siamo di
> fronte a novità. Lo abbiamo denunciato per anni, spesso in solitudine
> insieme a poche organizzazioni della società civile internazionale:
> era chiaro dove si voleva arrivare e quali fossero le intenzioni del
> governo israeliano.
>
> Oggi, davanti all’evidenza di una Cisgiordania spezzata e di una
> Gerusalemme snaturata, fingere che esista ancora una trattativa
> credibile è un’ipocrisia. E a questo quadro si aggiunge Gaza, con
> bombardamenti incessanti e migliaia di vittime civili che smentiscono
> ogni retorica sulla sicurezza. Non è autodifesa nata dopo la tragedia
> del 7 ottobre, non è strategia di sicurezza: è punizione collettiva,
> occupazione militare, violenza sistematica contro un popolo che da
> decenni subisce espulsioni, assedi e massacri.
>
> Il governo italiano, continuando a sostenere Israele senza condizioni,
> si rende complice di questa catastrofe. Israele oggi va sanzionata non
> più e non meno della Russia di Putin. Dire che non è ancora il tempo
> del riconoscimento politico della Palestina equivale a nascondere la
> testa sotto la sabbia e non riconoscere la dignità a un popolo che
> sta soffrendo pur di continuare a respirare sulla propria terra.
>
> È tempo di un cambio di rotta netto e immediato: chiedere la fine
> degli insediamenti, la cessazione delle operazioni militari a Gaza, il
> rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni Onu, il
> riconoscimento pieno dello Stato di Palestina.
>
> Come Arci e Acli non ci rassegniamo al silenzio e non accettiamo la
> logica dei fatti compiuti. Alziamo la voce e continueremo a farlo,
> perché crediamo che pace e giustizia siano inseparabili e che il
> futuro del popolo palestinese e di quello israeliano non possa che
> passare dalla fine dell’occupazione e dall’uguaglianza dei
> diritti.
>
> Roma 24|8|25
>
> _*Presidente delle Acli_
> _**Presidente di Arci_
SINODO DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI 27|8|25
Al centro dei lavori sinodali hanno trovato spazio temi quali la
questione carceraria, le migrazioni, le politiche territoriali e, in
modo particolare, l’impegno per la pace, con l’approvazione di ben
tre atti specifici. In questo quadro, il Sinodo ha dato mandato alla
Tavola valdese di promuovere presso il Governo italiano il
riconoscimento dello Stato di Palestina. Riconoscendo inoltre la
responsabilità delle religioni e dei testi biblici nell’alimentare o
nel disinnescare i conflitti, durante una delle conferenze stampa dal
Sinodo, è stato affermato che il fattore “R” può significare
religione, ma anche “riconciliazione”. Il Sinodo, inoltre, alla luce
delle consolidate relazioni ebraico-cristiane e islamico-cristiane che
da decenni vedono protagoniste le chiese metodiste e valdesi, ha
denunciato ogni forma di ideologia suprematista. Ha condannato le
violenze di Hamas e le politiche del Governo israeliano che hanno
prodotto una situazione di apartheid nei Territori occupati e la
devastazione della Striscia di Gaza. È stato altresì respinto con
fermezza il cosiddetto ‘sionismo cristiano’, giudicato una
distorsione biblica. Riconoscendo il diritto all’autodeterminazione
del popolo palestinese, il Sinodo chiede con urgenza il cessate il
fuoco, la fine dell’occupazione, la liberazione di tutti gli ostaggi
israeliani e dei palestinesi detenuti senza processo nelle carceri
israeliane. Esprime inoltre vicinanza alle comunità cristiane di
Palestina e sostiene i costruttori di pace e i dissidenti che scelgono
la via della nonviolenza
LA NORVEGIA DISINVESTE DALLA STATUNITENSE CATERPILLAR: “COMPLICE DEL
GENOCIDIO A GAZA”
27 Agosto 2025 -Indi
Con una mossa che creerà un precedente rilevante, il fondo sovrano
norvegese, il più grande al mondo – con un patrimonio stimato in
oltre 2 trilioni di dollari – ha annunciato la dismissione di
investimenti dall’azienda statunitense di macchinari edili
Caterpillar, oltre che da altre sei aziende. Le motivazioni, spiega il
fondo, riguardano la complicità diretta nelle violenze commesse da
Israele contro i palestinesi, quali la distruzione delle case e la
costruzione degli insediamenti israeliani, considerati illegali dalla
comunità internazionale. La decisione segue di poche settimane il
rapporto [25] della relatrice speciale ONU Francesca Albanese, nel quale
Caterpillar viene citata proprio come azienda complice del governo
israeliano.
Norges Bank Investment Management (NBIM), che gestisce il fondo per
conto della popolazione norvegese ed è valutato circa 2 trilioni di
dollari, ha detto che c’è un «rischio inaccettabile che le società
contribuissero a gravi violazioni dei diritti degli individui in
situazioni di guerra e conflitto». La decisione si è basata sulle
raccomandazioni [26] del suo consiglio etico, ha detto. Oltre alla
statunitense Caterpillar (nota anche come CAT), NBIM disinvestirà anche
da First International Bank of Israel e il suo proprietario di
maggioranza FIBI Holdings, Bank Leumi Le Israel BM, Mizrahi Tefahot Bank
e Bank Hapoalim BM. Le aziende avevano fornito i servizi finanziari
necessari per l’attività di costruzione negli insediamenti israeliani
in Cisgiordania, che erano stati «stabiliti in violazione del diritto
internazionale».
In merito alla società USA di macchine pesanti da lavoro, come
riportato [27] dal _Financial Times_, il Consiglio di NBIM ha
dichiarato: «I bulldozer prodotti da Caterpillar vengono utilizzati
dalle autorità israeliane nella diffusa distruzione illegale delle
proprietà palestinesi. Non c’è dubbio che i prodotti Caterpillar
vengano utilizzati per commettere violazioni estese e sistematiche del
diritto umanitario internazionale. L’azienda inoltre non ha
implementato alcuna misura per prevenire tale uso».
La decisione arriva neanche due mesi dopo che la Relatrice speciale
delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca
Albanese, ha pubblicato un report in cui compaiono tutti i nomi delle
grandi aziende che contribuiscono all’economia israeliana, quella che
ha chiamato “economia del genocidio”. In questa lista c’è proprio
anche Caterpillar. NBIM aveva una partecipazione di 2,4 miliardi di
dollari nella società alla fine del 2024, rappresentando circa l’1,2%
della proprietà. Il disinvestimento non è un atto isolato da parte del
fondo norvegese ma si inserisce nella rigorosa politica [28] di
investimento supervisionata da un Comitato Etico indipendente che
formula [29] raccomandazioni al Ministero delle Finanze norvegese.
La mossa è molto più di una semplice transazione finanziaria: è un
forte segnale politico ed etico per la comunità internazionale. Essa
fornisce una validazione istituzionale significativa al movimento
globale che spinge per una maggiore responsabilità aziendale nelle aree
di conflitto, in particolare in Palestina. L’azione del fondo
norvegese indica che la pressione degli attivisti e delle organizzazioni
per i diritti umani sta finalmente traducendosi in conseguenze
finanziarie concrete. L’episodio pone un precedente rilevante e mette
in guardia le multinazionali che operano in contesti sensibili: la
reputazione e la responsabilità sociale non sono più semplici
appendici del bilancio, ma fattori cruciali che influenzano direttamente
la fiducia degli investitori e, di conseguenza, la loro stabilità
finanziaria.
Il giorno gio 28 ago 2025 alle ore 14:56 Vincenzo Miliucci
<miliucci.vincenzo@gmail.com> ha scritto:
> fate girare ,........aggiungete
>
> PROCESSO ANAN,ALI,MANSOUR : PROSSIMO PRESIDIO IL 19 SETTEMBRE AL
> TRIBUNALE DE L'AQUILA, MENTRE È IN CORSO LA PREPARAZIONE DELLA
> MANIFESTAZIONE AL CARCERE DI TERNI, DOVE È RECLUSO ANAN.
>
> indirizzo per corrispondere con Anan:
>
> ANAN YAEESH
>
> CASA CIRCONDARIALE TERNI
>
> STRADA DELLE CAMPORE 32 05100 TERNI
>
> 23-26 AGOSTO
>
> NOVARA 23|8 BANDIERE E STRISCIONI PER LA PALESTINA AL PASSAGGIO DELLA
> VUELTA
>
> Bandiere, striscioni, fischietti ieri pomeriggio, 23 agosto, in
> occasione dell’arrivo a Novara della prima tappa della Vuelta [1],
> un gruppo di cittadini ha organizzato un flash mob nei pressi del
> centro commerciale San Martino per non far passare sotto silenzio
> quanto sta accadendo in Medio Oriente.
>
> L’iniziativa, nata dagli stessi promotori della manifestazione del
> 14 agosto in piazza delle Erbe [2], aveva un obiettivo chiaro: farsi
> vedere e sentire al passaggio della carovana ciclistica, proprio
> mentre la città era attraversata dall’evento sportivo seguito in
> diretta tv e capace di richiamare l’attenzione internazionale.
>
> L’iniziativa, nata dagli stessi promotori della manifestazione del
> 14 agosto in piazza delle Erbe [2], aveva un obiettivo chiaro: farsi
> vedere e sentire al passaggio della carovana ciclistica, proprio
> mentre la città era attraversata dall’evento sportivo seguito in
> diretta tv e capace di richiamare l’attenzione internazionale.
>
> LAVENO(VA)IN PIAZZA "A FARE RUMORE PER LA PALESTINA"
>
> FOLTA PARTECIPAZIONE DI CITTADINI IERI SUL LUNGOLAGO PER LA
> MANIFESTAZIONE PROMOSSA DALL'ANPI, ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO E
> COMUNE DI LAVENO. IL SINDACO SANTAGOSTINO: «IN PIAZZA NON CONTRO
> QUALCUNO, MA A FAVORE DI TUTTI». L'ANPI: «FERMARE IL MASSACRO
> DEL POPOLO PALESTINESE»
>
> CERVO(IM) H 21,30 PZA DEI CORALLINI
>
> Michael Barenboim – Ensemble Nasmé
>
> MICHAEL BARENBOIM ALLA GUIDA DELL’ENSEMBLE NASMÉ
>
> Due mondi assai lontani dialogano in un programma che assume un
> fascino del tutto particolare.
> Due partiture della tradizione europea sono incastonate fra due opere
> di provenienza palestinese, firmate rispettivamente da Salvator
> ‘Arnita e da Kareem Roustom, fra gli esponenti più rappresentativi
> del mondo mediorientale.
> Un incontro fra culture assai stimolante soprattutto in un momento
> come quello che stiamo vivendo nel quale c’è più che mai bisogno
> di conoscere e di aprirsi agli altri. E la musica lo può fare meglio
> di ogni altra espressione artistica.
>
> MICHAEL BARENBOIM – ENSEMBLE NASMÉ
>
> Nasmé in arabo significa “brezza”.
> Questo gruppo dall’anima profonda porterà sul palco cinque
> incredibili musicisti palestinesi con la loro interpretazione di brani
> della musica classica europea.
> I musicisti provengono da diverse zone della Palestina storica, uniti
> in un’armonia che sfida ogni ostacolo – spesso impossibile da
> realizzare a causa di limitazioni politiche – eppure sono riusciti a
> formare questo ensemble e a realizzare il sogno di eseguire i loro
> brani classici preferiti davanti a pubblici in tutta Europa
>
> ROMA, 26 AGOSTO: MANIFESTAZIONE CONTRO LA PARTITA ITALIA-ISRAELE
> H17-20 PZA PANTHEON PRESIDIO " NO PARTITA ITALIA – ISRAELE "
>
> [3]
>
> ARCO di TRENTO(TN) 26|8 mostra "parlami di Gaza h 20,30 spazio Nemos
> La mostra Parlami di Gaza ha lo scopo di mantenere viva e attiva la
> voce del popolo palestinese. I proponenti sono giovani palestinesi di
> Gaza, in diaspora e non, che hanno deciso di continuare a farsi
> portavoce di una ferita aperta da più di 77 anni. Attraverso l'arte e
> la musica, vogliono contribuire a smascherare il progetto di pulizia
> etnica in atto da parte dell'occupazione sionista. È ora di
> decolonizzare il pensiero occidentale, ricostruire Gaza e sostenere la
> sua popolazione.
>
> SANT'ORSOLA TERME h 20,30 sala di Mala ""Amanda Prezioso racconta
> Gaza"
>
> FERRARA 26|8 h 18,30 in poi p.za [4] Cattedrale "presidioer Gaza e per
> la pace"
>
> ALTO IONIO "VOCI DAL SUD PER LA PALESTINA"
>
> 27 AGOSTO
>
> FOCENE 27 AGOSTO 2025
>
> IERI "con Renato nel cuore e la Palestina nelle azioni": il
> pomeriggio-sera a Focene è stato dedicato all'impresa della Global
> Sumud Flotilla, in partenza da piu' porti del Mediterraneo per
> raggiungere Gaza, a cui portare sostegno e soccorsi.
> Emozionanti le immagini del tramonto sulla battigia di Focene con
> centinaia di compagne|i, con decine di figlioli che varano le
> barchette di carta coi colori palestinesi , ed insieme i fiori in mare
> a tributo a Renato, alle migliaia di martiri palestinesi e alle
> migliaia di migranti assassinati nella traversata del Mediterraneo.
> E' gia' notte quando si accendono le fiaccole che compongono la scitta
> "Renato", al grido corale di " free Palestine e stop genocidio".
> Alla fine della lunga e stimolante convivialita', ci salutiamo con
> l'arrivederci dal 4-6 settembre a Parco Shuster per " Renoize 2025", e
> il sabato 6 settembre (h 16 Metro B Rebibbia) per il corteo cittadino
> nel 51°anniversario di Fabrizio Ceruso(a fine corteo a S.Basilio c'è
> l'inaugurazione del parco a lui intitolato) , manifestazion in nome
> del "diritto all'abitare e contro i rigurgiti repressivo-reazionari
> del governo e affini".
> Vincenzo
>
> FIRENZE 8° FLASH MOB "URLO PER GAZA"
>
> Coverciano 27|6 h 20,30 giardini della Montagnola
>
> OVADA (AL) 27|8 film "Eyes on Palestine" h 21 parco Rebora
>
> L'AQUILA 27-31|8 MOSTRA “IL GRIDO DI GAZA”
>
> [5]
>
> [6]
>
> -------------------------
>
> L’AQUILA 27- 31 agosto, ore 18- 21, mostra d’arte “Il grido di
> Gaza”, ospitata presso la sede della scuola d’arte Scarte, in
> Piazzetta Machilone 27, nel centro storico dell’Aquila.
>
> AVEZZANO 27|8, RAMZY BAROUD“L’ULTIMA TERRA, VOCI E STORIE DALLA
> PALESTINA"
>
> [7]
>
> Avezzano – Il 27 agosto 2025 alle ore 18:30, presso la Fontana di
> Piazza Torlonia presentazione del libro ‘L’Ultima Terra. Una
> storia palestinese’ di Ramzy Baroud, scrittore e giornalista
> palestinese di fama internazionale.
>
> 28 AGOSTO
>
> ANCONA H 21 P.LE ARCO DI TRAIANO "GAZA NON DEVE MORIRE"
>
> MASSA E COZZILE|TRAVERSAGNA(PI) "VOCI D'INCIAMPO - LETTURE PER LA
> PALESTINA" A CURA DEL COLLETTIVO "AR1IVISTS FOR PALE5TIN3" PRESENTERÀ
> "A GAZA MIGLIAIA DI BAMBINI CANCELLATI PER SEMPRE", UNA TOCCANTE
> COLLETTIVA DI RITRATTI ILLUSTRATI CHE MIRA A RENDERE VISIBILI, AGLI
> OCCHI DEL MONDO, LE GIOVANI VITE SPEZZATE.
>
> BORGO VALSUGANA «Parlami di Gaza» a Borgo Valsugana [8]
>
> Mostra itinerante che racconta la Palestina di ieri, oggi e domani,
>
> 29 AGOSTO
>
> CORIGLIANO ROSSANO h 21,30 p.ta Portofino "diario dalla Palestina"
>
> 30 AGOSTO
>
> TUSCANIA, TORNA L’APPUNTAMENTO CON “BEMYVOICE”, CORTEO
> SILENZIOSO PER GAZA
>
> TUSCANIA ( Viterbo) – Dopo la marcia silenziosa del 13 agosto, che
> ha visto una folta partecipazione della popolazione di Tuscania, torna
> l’appuntamento con BeMyVoice: un nuovo corteo silenzioso, sabato 30
> agosto alle ore 18:30, per dire basta alla guerra e dare voce a chi
> non può più parlare.
>
> Questa volta il silenzio sarà dedicato ai bambini uccisi. Un silenzio
> che urla contro il genocidio, ispirato all’iniziativa del cardinale
> Matteo Zuppi che, a Marzabotto pochi giorni fa, ha letto i nomi degli
> oltre 12.000 bambini da 0 a 12 anni uccisi tra il 7 ottobre 2023 e il
> 13 luglio 2025 in Israele e nella Striscia di Gaza. Nel frattempo, il
> terribile contatore continua ad aggiornarsi: oggi ha superato la
> soglia spaventosa di 18.000 vittime infantili.
>
> Ogni giorno la morte avviene in diretta, e i governi non alzano una
> mano: il loro silenzio è complice. Il nostro invece è un silenzio
> che grida, che dice _Basta!_, che restituisce un nome a ogni vittima e
> che chiede a ciascuna persona e ai governi di muoversi, perché non
> c’è più tempo.
>
> ALBA ADRIATICA(TE) h 17 lungomare Marconi"catena umana per la
> Palestina"
>
> BOZZOLO (CR) "Gaza nostra ostinazione" h 16 in poi p.za [4] Europa
>
> QUARTU SANT’ELENA(CA) h 18 in poi" Palestina che resiste"
>
> DRONERO (CN)- 30- 31 Agosto "local march for Gaza"
>
> GENOVA,PRESIDIO E FIACCOLATA PER GAZA E PARTENZA GLOBAL SUMUD FLOTILLA
>
> Sede di Music For Peace – Via Balleydier, 60
>
> “Vi aspettiamo a partire da mezzogiorno per il presidio che
> proseguirà per l’intera giornata con diversi interventi e momenti
> di confronto. La giornata culminerà alle 21 quando daremo il via alla
> fiaccolata che ci condurrà alle barche, al Porto Antico”
>
> 31 AGOSTO
>
> GLOBAL SUMUD FLOTTILLA" 31 AGOSTO SI PARTE......."
>
> Il 31 agosto, da Barcellona e da Genova, salperanno le prime
> imbarcazioni della Global Sumud Flotilla: il più grande tentativo mai
> organizzato di spezzare l’assedio di Gaza. Decine di navi, centinaia
> di attivisti, tonnellate di aiuti. E non è che l’inizio: il 4
> settembre, altre decine di imbarcazioni partiranno dalla Tunisia,dai
> porti del Sud Italia, sconosciuti gli scali.
>
> 44 paesi coinvolti, centinaia di città che dal 31 agosto in poi
> ospiteranno manifestazioni, azioni dirette. Un oceano di popoli che si
> rifiutano di stare a guardare.
>
> Il cuore italiano di questa missione batte forte a Genova. Qui, nel
> cuore del porto, si corre contro il tempo per caricare 40–45
> tonnellate di aiuti umanitari: generi alimentari, medicine, beni di
> prima necessità. Qui associazioni come Music for Peace e CALP hanno
> fatto della solidarietà una pratica concreta, non una parola da
> comunicati.
>
> La Flotilla è un atto di insubordinazione globale. È la pratica di
> un corridoio umanitario laddove le cancellerie sono immobili, per
> codardia o per complicità. È la testimonianza che la solidarietà
> non chiede permesso.
>
> GLOBAL SUMUD FLOTILLA, DECINE DI BARCHE CARICHE DI AIUTI ANCHE
> DALL’ITALIA VERSO GAZA: PER ROMPERE L’ASSEDIO DI ISRAELE
>
> Sumud in arabo vuol dire "resistenza", le imbarcazioni da 44 Paesi.
> Per gli organizzatori è "la più grande missione marittima civile mai
> tentata". A Genova organizzata una mobilitazione per caricare 45
> tonnellate di generi alimentari
>
> GLOBAL SUMUD FLOTILLA: IN PARTENZA DALL’ITALIA LA FLOTTA CHE VUOLE
> ROMPERE L’ASSEDIO A GAZA
>
> 27 Agosto 2025 -indi
>
> La Global Sumud Flotilla è pronta a salpare dall’Europa verso la
> Striscia di Gaza. Decine di imbarcazioni, con a bordo «persone comuni
> (organizzatori, operatori umanitari, medici, artisti, sacerdoti,
> avvocati e marinai) che credono nella dignità umana e nel potere
> dell’azione non violenta», tenteranno di rompere l’assedio
> israeliano su Gaza via mare. Aprire un corridoio umanitario e porre
> fine al genocidio in corso del popolo palestinese sono le bussole di
> questa missione [9] internazionale, che dall’Italia partirà
> ufficialmente il 31 agosto, dal porto di Genova. Nelle stesse ore
> salperanno altre imbarcazioni cariche di aiuti umanitari da
> Barcellona, cui si uniranno il 4 settembre rinforzi provenienti dalla
> Sicilia e dalla Tunisia. In queste ore tante voci provenienti dal
> mondo della cultura e dello spettacolo hanno dato risalto
> all’iniziativa, che riempie un vuoto istituzionale e ribadisce
> ancora una volta il sentimento [10] del popolo italiano di fronte al
> massacro dei palestinesi.
>
> «Il conto alla rovescia è cominciato. Molte barche partiranno dalla
> Sicilia il 4 settembre, mentre il 31 agosto barche cariche di aiuti
> umanitari partiranno da Genova. Questo è un movimento dal basso —
> dichiara Maria Elena Delia, del Consiglio Direttivo della Global Sumud
> Flotilla —, l’idea nasce da donne e uomini della società civile.
> Consapevoli che si tratta soltanto di una goccia in un oceano di
> bisogni, questo atto dimostra l’insofferenza e la determinazione di
> chi non accetta la paralisi del sistema internazionale e la
> complicità del nostro governo ed è pronto a intervenire per spezzare
> l’assedio e gettare una luce sui crimini di Israele», che proprio
> in queste ore sta preparando [11] l’occupazione di Gaza City, dove
> attualmente vivono più di un milione di sfollati palestinesi. La
> Global Sumud Flotilla mette insieme le forze di tre iniziative a
> sostegno della Palestina: Freedom Flotilla, Global March to Gaza e
> Sumud Convoy, che già a inizio giugno hanno provato a rompere
> l’assedio israeliano sulla Striscia di Gaza, contando su migliaia di
> attivisti e volontari. La Freedom Flotilla ha tentato la strada
> marittima, mentre la Global March to Gaza [12] e il Sumud Convoy
> quella terrestre. Tutte e tre hanno però trovato la repressione. Nel
> primo caso, l’esercito israeliano ha sequestrato [13] l’equipaggio
> che portava aiuti a Gaza, rimpatriandolo dopo diversi giorni di
> carcere. Per quanto riguarda le iniziative via terra, a fare il lavoro
> sporco per Israele sono state rispettivamente le autorità egiziane e
> quelle libiche, che hanno bloccato migliaia di persone sul proprio
> territorio.
>
> Gli attivisti provenienti da tutto il mondo hanno deciso di rispondere
> alla violenza e alla repressione alzando il tiro
> dell’organizzazione. Non più una sola imbarcazione ma un’intera
> flotta nonviolenta, composta da decine di imbarcazioni con a bordo
> centinaia di persone. Per chi resta a terra il compito di vegliare
> sulla missione, tenendo alta l’attenzione mediatica a suon di
> condivisioni, manifestazioni, scioperi. Il sito web e le pagine social
> della Global Sumud Flotilla sono in continuo aggiornamento (al momento
> risulta ancora possibile unirsi [14] alla spedizione) e continueranno
> ad esserlo nel corso dei prossimi giorni. Nel nostro Paese
> l’iniziativa sta macinando visibilità e consensi, anche grazie ai
> tanti volti della cultura, dell’informazione e dello spettacolo —
> da Fiorella Mannoia ad Alessandro Barbero e Zerocalcare — che hanno
> deciso di non rimanere in silenzio.
>
> Fino a venerdì 29 agosto, a Genova, il Global Movement to Gaza (la
> delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, ndr), Music for
> Peace e il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP) cureranno
> una mobilitazione generale per la raccolta di 45 tonnellate di generi
> alimentari da caricare sulle barche in partenza per Gaza, in un invito
> all’intera cittadinanza. Non è un caso che il ramo italiano della
> missione umanitaria parta da Genova. La città è diventata negli
> ultimi tempi simbolo dell’attivismo e della solidarietà verso il
> popolo palestinese sotto assedio. Poche settimane fa lo sciopero dei
> portuali ha ad esempio impedito [15] a tre container contenenti
> materiale bellico diretto a Israele di sbarcare a Genova e La Spezia.
> Un copione già visto a giugno, quando la collaborazione tra i
> lavoratori di Marsiglia, Genova e Salerno aveva boicottato [16] un
> altro carico di armi destinato a Israele, che in due anni di genocidio
> a Gaza ha ucciso più di 60mila persone, rendendo un inferno la vita
> umana a suon di crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui
> l’uso della fame come arma e i bombardamenti degli ospedali.
> L’ultimo a essere colpito è stato il complesso medico Nasser, in un
> attacco che ha causato almeno venti vittime, tra cui 5 giornalisti.
> Chi racconta [17] il genocidio è un obiettivo costante del regime
> israeliano, che in due anni ha ucciso più di 200 reporter — numeri
> mai registrati neanche nei due conflitti mondiali.
>
> COMUNI PV.SONDRIO 31|8"UNA VELA PER GAZA"
>
> In queste settimane si moltiplicano le azioni criminose del governo
> israeliano e dei coloni. Di giorno in giorno vediamo in diretta
> l’orrore più grande di sempre: un crescendo che offre ai nostri
> occhi ogni volta qualcosa di più vergognoso, di più inumano e di
> più atroce .
>
> A 17 anni dallo sbarco di Vittorio Arrigoni al porto di Gaza city,
> le barche non sono più una o due, ma molte, molte di più: si sono
> moltiplicate e arrivano da una moltitudine di porti, anche da porti
> Italiani: dalla Liguria (salperà il 31 agosto) e dalla Sicilia
> (salperà il 4 settembre).
>
> Ma a noi, singoli cittadini impossibilitati a salire su quelle barche,
> le tante vele che stanno per iniziare questo incredibile lavoro
> umanitario, il Davide marinaio contro il Golia israeliano, a noi
> queste vele non paiono abbastanza, l’impresa è titanica e le vele
> le vogliamo moltiplicare, moltiplicare all’infinito.
>
> Una vela per Gaza, una vela per presidio: così abbiamo organizzato
> lungo la nostra provincia una piccola flotta di barche virtuali.
> Viaggeremo con la Global Sumud Flotilla per mezz’ora soltanto, ma
> punteremo gli occhi sul Mediterraneo ogni ora dal 31 agosto fino
> all’obiettivo: sfondare la barriera di un governo criminale,
> sfondare il muro di indifferenza verso le sofferenze del popolo
> palestinese. L’inumano che avanza noi lo sfidiamo con le vele per
> Gaza.
>
> Dal 31 agosto, in sei Comuni della provincia di Sondrio, sei vele
> cominceranno un viaggio, ogni giorno, invitando altre vele a mettersi
> in cammino verso Gaza.
>
> SELINUNTE 31|8 FLASH MOB IN SPIAGGIA PER LA PALESTINA. MUSICA E COLORI
> PER LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA
>
> Domenica 31 agosto 2025, la spiaggia del Lido Zabbara a Marinella di
> Selinunte sarà palcoscenico di un flash mob di solidarietà alla
> Palestina
>
> L’evento, previsto per le 18,30, mira a unire voci e colori in un
> forte messaggio di supporto, con il grido unanime: “Da tutti i fiumi
> fino ad ogni mare, urliamo Palestina libera!!!”.
>
> La scelta della data del 31 agosto non è casuale: in concomitanza con
> musica e intrattenimento al Lido Zabbara, si punta a coinvolgere
> quante più persone possibile, inclusi i musicisti. Ma soprattutto,
> l’evento è stato concepito per dare sostegno alla missione della
> Global Sumud Flotilla (GSF): rompere il "muro" dell’assedio.
>
> Il 31 agosto,“la più grande missione marittima civile mai tentata
> verso Gaza” prenderà il largo, con decine di imbarcazioni che
> partiranno da Barcellona, Genova e altri porti del Mediterraneo,
> formando di attivisti in 44 paesi. La campagna, coordinata anche a
> terra, ha l’obiettivo dichiarato di forzare l'attenzione
> internazionale sul blocco e sull'accesso umanitario.
>
> FORLI' – Domenica 31|8 " Critical Mass :biciclettata in sostegno
> resistenza Palestinese", partenza 18,30 centro comm.le I Portici
>
> TEVA? NO GRAZIE. LE RAGIONI DEL BOICOTTAGGIO
>
> di Campagna Bds - Sanitari per Gaza [18]
>
> PERCHE’ TEVA.
>
> Teva non è oggetto di una campagna di boicottaggio internazionale in
> quanto israeliana- il boicottaggio valuta la complicità, non la
> appartenenza: TEVA è oggetto di boicottaggio perché trae profitti
> illeciti dal mercato vincolato imposto da un sistema di occupazione
> che larende monopolista, esattamente mentre soffoca ogni possibilità
> di sviluppo e di autodeterminazione da parte palestinese, che sia una
> farmaceutica propria o altro. È inoltre attivamente coinvolta nella
> mattanza in corso a Gaza con forniture e con incessanti campagne di
> immagine a favore dell’ esercito e di Israele. Né si limita alla
> Palestina un profilo etico a dir poco discutibile, essendo stata
> multato dalla UE per 462 milioni di euro per concorrenza sleale e
> forme di abuso di posizione dominante.
>
> LA CAMPAGNAPROSEGUE
>
> La campagna non solo prosegue, ma beneficia dellapubblicità che chi
> voleva denigrare il gesto, peraltro senza riuscirvi, ha prodotto. I
> commenti delle persone sui social, anche di fronte ai titoli più
> beceri, sono stati positivi e incoraggianti, segno di una opinione
> pubblica che, nonostante il vergognoso appiattimento dei media su
> Israele, attinge ad altri canali informativi e si rende conto, o
> comunque percepisce, con più o meno consapevolezza, il livello di
> censura e faziosità dei media mainstream italiani, che non hanno mai
> cessato di essere “scorta mediatica del genocidio” Resta la
> amarezza per delle risposte, anche istituzionali, che non vanno
> nell’ ordine della agibilità democratica, della liceità del
> dissenso, soprattutto quando contro un orrore che, a detta di tutti
> gli esperti, non ha precedenti negli ultimi decenni.
>
> Minacce di licenziamento, di misure disciplinari, di aver offeso il
> camice e tutto l’usuale tritacarne mediatico, in fin dei conti per
> cosa? Un gesto assolutamente e senza riserve encomiabile. È il
> silenzio che offende, e di fronte a una situazione di una tale
> enormità e di un tale orrore, richiamare a questioni come la
> netiquette, l’ immagine aziendale, la sobrietà, o lo spreco
> economico, è rivelatore di tempi bui. Non solo per la Palestina.
>
> AMSI, UMEM, CO-MAI E AISC NEWS : 268 GIORNALISTI E 1320 TRA MEDICI E
> PROFESSIONISTI DELLA SANITÀ UCCISI A GAZA, IL 95% DEGLI OSPEDALI
> FUORI USO. 303 I MORTI PER FAME
>
> L’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI),
> l’Unione Medica Euromediterranea (UMEM), la Comunità del Mondo
> Arabo in Italia (Co-mai) e il Movimento Internazionale Uniti per
> Unire, attraverso il loro presidente Prof. Foad Aodi – medico,
> fisiatra, esperto in salute globale, giornalista internazionale,
> Direttore dell’AISC (Agenzia Britannica Internazionale Informazione
> Senza Confini), membro del Registro Esperti FNOMCEO, già quattro
> volte consigliere OMCeO Roma e docente a Tor Vergata – ringraziano
> pubblicamente Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei
> Giornalisti, e Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale
> degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, per la loro
> dichiarazione congiunta di condanna dei raid che hanno colpito
> ospedali e operatori dell’informazione.
>
> L’ITALIA INVESTE NELLE STARTUP TECNOLOGICHE ISRAELIANE
>
> Osservatorio [19]20|8
>
> _Il governo italiano prosegue, nonostante il genocidio in corso a
> Gaza, nella cooperazione economica con il settore tecnologico
> israeliano._
>
> Il governo italiano prosegue, nonostante l’annuncio del premier
> Netanyahu di una nuova offensiva a Gaza, nella cooperazione economica
> con il settore tecnologico israeliano. Secondo quanto riportato dal
> quotidiano economico israeliano _Globes_ [20], la Cassa Depositi e
> Prestiti – il fondo controllato dal Ministero dell’Economia e
> delle Finanze e con una dotazione di 4,7 miliardi di euro – ha
> avviato un programma di investimenti mirato verso startup israeliane
> di punta, in particolare nei campi dell’intelligenza artificiale e
> dell’informatica quantistica.
>
> Il piano, che prevede l’impiego di decine di milioni di euro con
> possibili ulteriori incrementi, non si limita al semplice sostegno
> finanziario. L’obiettivo dichiarato è attrarre in Italia attività
> e know-how delle aziende beneficiarie, così da rafforzare
> l’ecosistema tecnologico nazionale e favorire lo sviluppo
> dell’industria locale.
>
> A fine luglio, CDP ha partecipato a un round di finanziamento del
> valore complessivo compreso tra i 20 e i 30 milioni di dollari a
> favore di Classiq, società israeliana che sviluppa sistemi operativi
> per computer quantistici. L’operazione si è svolta insieme alla
> giapponese SoftBank e ha portato a un ampliamento del round già
> chiuso a maggio, che aveva valutato Classiq circa 400 milioni di
> dollari.
>
> “Questa operazione contribuirà a rendere l’economia italiana più
> competitiva sulla scena globale”, ha dichiarato Alessandro
> Scortecci, responsabile degli investimenti diretti del venture capital
> di CDP. La stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarebbe
> informata delle mosse del fondo.
>
> L’iniziativa dimostra come, nonostante qualche occasionale commento
> critico nei confronti del governo israeliano, l’alleanza strategica
> e la cooperazione tecnologica, industriale e militare tra Italia e
> Israele resti sempre molto viva, a dispetto delle condanne
> internazionali nei confronti del governo Netanyahu.
VENEZIA: SABATO 30 AGOSTO MANIFESTAZIONE “STOP AL GENOCIDIO-PALESTINA
LIBERA”
[30]Si è svolta mercoledì 27 agosto, davanti al Red Carpet della
Mostra del Cinema di Venezia la conferenza stampa di presentazione della
manifestazione “Stop al genocidio – Palestina libera”, in
programma sabato 30 agosto al Lido.
La scelta del luogo non è casuale: con gli occhi del mondo puntati
sulla Mostra, le realtà promotrici hanno voluto ribadire la necessità
di puntare i riflettori sul genocidio in corso a Gaza e sulla
complicità dei governi occidentali.
Il comunicato diffuso dai promotori ribadisce che a Gaza non si è di
fronte a una generica “guerra”, ma a un genocidio deliberato.
«Israele sta annientando Gaza e la Palestina: ogni limite di umanità e
di diritto internazionale è stato superato» si legge nell’appello.
Allo stesso tempo, in Cisgiordania continua il regime di apartheid e la
violenza dei coloni armati, in una strategia di pulizia etnica che
prosegue da anni.
Le attiviste e gli attivisti denunciano inoltre la responsabilità
diretta dell’Europa e dell’Italia: «Con le forniture di armi, gli
accordi commerciali e la copertura diplomatica i nostri governi sono
complici del genocidio. Non possiamo più restare in silenzio: fermiamo
il massacro, stop al genocidio, stop alla vendita di armi, stop alla
complicità occidentale».
La manifestazione di sabato vuole dunque essere una presa di posizione
netta e non negoziabile, capace di trasformare la vetrina internazionale
della Mostra del Cinema in uno spazio politico di denuncia e di
solidarietà concreta. «La Mostra non può voltarsi dall’altra parte:
se a Venezia si celebra il cinema, a Gaza si muore sotto le bombe. La
cultura deve farsi strumento di resistenza contro il genocidio».
Il corteo partirà sabato 30 agosto alle ore 17.00 da Santa Maria
Elisabetta (Lido di Venezia) per dirigersi verso la Mostra del Cinema.
Per chi arriva da fuori Venezia sarà disponibile una motonave speciale,
che partirà alle 15:00 dall’Hub Pala Expo (Vega, Marghera) e farà
ritorno alle 20:45 da Santa Maria Elisabetta. Il costo del servizio è
di 5 euro a persona; prenotazione obbligatoria al numero 320 9147039. È
inoltre prevista un’area autogestita per il pernottamento in tenda al
Lido, a Piazzale Rava’, disponibile dalla sera di venerdì 29 agosto.
AL VIA LA MOSTRA DEL CINEMA, LA CRISI A GAZA IRROMPE SUL RED CARPET DI
VENEZIA
Al via l'82ma Mostra internazionale d'Arte Cinematografica, firmata da
Alberto Barbera
Davide Sarsini [31] 27 agosto 2025
AGI - L'emergenza umanitaria a Gaza agita le acque di Venezia, dove si
è aperta l'82ma Mostra internazionale d'Arte Cinematografica, firmata
da Alberto Barbera.
L'attrice e modella israeliana Gal Gadot e il collega e produttore
britannico Gerard Butler hanno rinunciato a presenziare dopo che il
collettivo VeniceforPalestine aveva chiesto alla Biennale il ritiro
dell'invito per il loro attivismo pro-Israele e il sostegno a quello che
definiscono come "un genocidio".
La Gadot e Butler sono tra i protagonisti del film di Julian Schnabel
'The Hand of Dante' in cui ci sono anche Al Pacino, Oscar Isaac e Jason
Momoa. La lettera aperta del movimento filo-palestinese era stata
sottoscritta da 1500 artisti, professionisti del cinema e associazioni
di categoria, tra cui Ken Loach, Carlo Verdone, Marco Bellocchio, Laura
Morante, Abel Ferrara, Toni Servillo, Matteo Garrone, Valeria Golino e
Mario Martone. In particolare si denunciava la presenza di chi sostiene
l'offensiva israeliana come "incompatibile con i valori di inclusione e
giustizia che la Mostra dovrebbe promuovere".
"Il cinema non può restare neutrale di fronte a un massacro", si legge
nella lettera, "non c'è più spazio per le mezze parole e
l'equidistanza". Sabato 30 agosto è anche in programma una
manifestazione pubblica al Lido con lo slogan "Stop al genocidio -
Palestina libera", promossa da artisti, attivisti e associazioni, tra
cui la rete Artisti #NoBavaglio. Gli organizzatori della Biennale hanno
ribadito l'impegno della Mostra come "spazio aperto al confronto" ma
senza menzionare esplicitamente nè la Palestina, nè Israele.
Al Lido, il tema di Gaza sarà presente anche con 'The voice of Hind
Rajad' della tunisina Kaouther Ben Hania, già indicato tra i favoriti
per il Leone d'oro, la storia vera di una bambina di cinque anni della
Striscia uccisa dall'esercito israeliano insieme ad altri sei membri
della sua famiglia e a due infermieri. Molto attesi sono anche il
'Frankenstein' di Guillermo del Toro che rielabora il romanzo gotico di
Mary Shelley e la serie 'Il Mostro' in quattro episodi sui delitti del
mostro di Firenze tra il 1968 e il 1985.
ALMODOVAR CHIEDE A SANCHEZ DI TAGLIARE I RAPPORTI CON ISRAELE
Il regista aveva già sottoscritto una lettera con altri artisti
spagnoli, tra cui Javier Bardem, in cui denunciava il "silenzio" su Gaza
durante il Festival di Cannes
27 agosto 2025
AGI - Il mondo dello spettacolo è sempre più impegnato nella difesa
della popolazione di Gaza. Negli ultimi mesi si sono susseguiti una
serie di appelli per mettere fine alla strage in corso nella Striscia e
l'ultimo a prendere posizione è il regista spagnolo Pedro Almodovar che
in un video chiede al primo ministro Pedro Sanchez di tagliare i ponti
con Israele.
"Chiedo al nostro governo di interrompere le relazioni diplomatiche,
commerciali e di ogni tipo con lo Stato di Israele in segno di
repulsione per il genocidio che sta commettendo contro il popolo di Gaza
davanti agli occhi del mondo intero", ha affermato Almodovar,
sollecitando una presa di posizione anche da parte degli altri leader
europei.
Almodovar aveva già sottoscritto una lettera con altri artisti
spagnoli, tra cui Javier Bardem, in cui denunciava il "silenzio" su Gaza
durante il Festival di Cannes a maggio.
IL DISCORSO DI DON NANDINO CAPOVILLA ALLA MOSTRA DEL CINEMA
il discorso di Don Nandino Capovilla pronunciato il 26|8 alla cerimonia
di pre-apertura della mostra del cinema di Venezia
Buonasera.
Adesso che i termini impronunciabili sono sulla bocca di (quasi) tutti,
assistiamo attoniti, impotenti e complici a ciò che sta avvenendo in
Terra santa.
Mi è stato chiesto di portare questa sera un testo di spiritualità,
una preghiera per aprire le porte della Mostra del Cinema al disumano
massacro in corso a Gaza.
Ascoltate la supplica di mons. Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme,
che prega ogni mattina con il coraggio della parresia:
“_Sul__ __baratro__ __della__ __carestia,__ __non__ __resta__ __che__
__contare__ __su__ __di__ __te,__ __Signore, perché c’è bisogno di
tutto._
_Chi__ __sfamerà__ __i__ __nostri__ __piccoli__ __che__ __da__ __mesi__
__non__ __mangiano? _
_Non senti, Signore, il grido dei nostri bambini?_
_Il__ __loro__ __pianto__ __arriva__ __ai__ __tuoi__ __orecchi?_
_Sono__ __migliaia__ __i__ __sopravvissuti__ __alla__ __carneficina,__
__feriti e__ __dispersi. _
_Da tutta la Striscia di Gaza gridano a te,_
_perché__ __nessuno__ __riesce__ __ad__ __acquietare__ __il__ __loro__
__pianto. _
_Signore, nessuno sembra indignarsi._
_Ricordati__ __di__ __noi__ __in__ __questi__ __giorni__ __di__
__angoscia._
_A__ __Gaza__ __non è__ __una__ __guerra,__ __è__ __un__ __piano__
__di__ __transfert e__ __di__ __genocidio,_
_ per lasciare tombe e macerie_
_e__ __accogliere__ __i__ __nuovi__ __coloni._
_Dichiarano__ __il__ __loro__ __disegno__ __per__ __eliminarci.__
__Decidono__ __questo,__ __Signore;_
_il__ __mondo__ __continua__ __a__ __difenderli__ __e__ __non__
__ascolta__ __gli__ __appelli__ __delle__ __Nazioni__ __Unite. _
_Quando potremo tornare alla normalità?_
_E__ __quando__ __ritorneranno__ __all’umanità__ __coloro__ __che__
__non__ __smettono__ __di__ __uccidere?”_
Mi sono anche state chieste parole alte sul genocidio a cui stiamo
assistendo. Le parole più alte -dovremmo ricordarlo sempre- devono
restare quelle della più alta autorità che laicamente onoriamo e
custodiamo: le Nazioni Unite.
Ecco l’ultimo intervento di Tom Fletcher, sottosegretario generale di
OCHA, agenzia ONU per il coordinamento degli affari umanitari, da lui
pronunciate il 22 Agosto scorso:
“_Il tempo delle esitazioni è finito. Questa è una carestia che ci
perseguiterà tutti. È una carestia che avremmo potuto prevenire, se ci
fosse stato permesso. Perché si verifica a poche centinaia di metri dal
cibo, in una terra fertile. Tutto a causa dell’ostruzionismo__
__sistematico da parte__ __di Israele. E’__ __una carestia sotto i
nostri occhi, che ci chiede: “E ora cosa farete?” E’ una carestia
usata come arma di guerra, causata dalla crudeltà, giustificata dalla
vendetta, resa possibile dall’indifferenza, sostenuta dalla
complicità”_
Recita l’articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti umani:
“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza
della propria persona”.
Ogni individuo ha questo diritto, che noi, comunità internazionale,
abbiamo voluto ribadire nel 1948, dopo l’ecatombe della seconda guerra
mondiale.
Il diritto alla vita e alla sicurezza lo avevano il 7 ottobre 2023 le
circa 1200 vittime israeliane – di cui 16 bambini- del brutale attacco
di Hamas. Lo hanno gli ostaggi israeliani che ancora attendono di essere
restituiti alle loro famiglie.
Lo avevano le 62.000 persone palestinesi della Striscia di Gaza (e
purtroppo sappiamo che il conto è molto più alto, perché migliaia di
persone sono ancora sotto le macerie), di cui 18.000 bambini, che sono
state uccise dall’esercito israeliano dopo quel giorno, in
un’escalation di violenza e distruzione da parte dell’esercito di
occupazione che va contro ogni ‘principio di umanità, di
proporzionalità, di distinzione e di precauzione’, cardini del
diritto internazionale umanitario.
Il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza, per chi vive nel
Territorio palestinese occupato (che oltre a Gaza comprende la
Cisgiordania e Gerusalemme est), è minacciato da oltre settant’anni:
è una terra fatta a pezzi da quello stato occupante che dovrebbe
garantirne l’integrità.
Non solo Gaza, non solo dove governa Hamas, non dal 7 ottobre 2023, ma
prima e dopo, in tutto il Territorio palestinese occupato si sta
compiendo un preciso disegno di pulizia etnica iniziato con la Nakba del
1948, un tassello di quel colonialismo di insediamento alla base del
sionismo.
Tutto questo poteva non essere, ed è.
Può essere fermato e non lo stiamo facendo, o non abbastanza: possiamo
smettere di inviare armi a Israele, possiamo indurlo al rispetto del
diritto, a lasciare che le agenzie Onu, coordinate da Ocha, tornino a
soccorrere una popolazione stremata; possiamo renderci conto che finchè
non finisce l’occupazione è assurdo e ipocrita ripetere il ritornello
dei ‘due popoli, due stati’. Possiamo chiedere davvero una pace
nella giustizia, risoluzioni Onu alla mano.
Certamente dobbiamo anche indurre Hamas a porre fine ai suoi atti
terroristici: si eviterebbe di aggiungere dolore a dolore… sangue
versato a sangue versato.
Da prete che crede fermamente nella nonviolenza attiva, non posso che
condannare l’uso delle armi, da qualsiasi parte le si impugni. Da
cittadino sostengo la manifestazione che si terrà sabato e tutti i modi
pacifici con cui la società civile, in ogni parte del mondo sta
‘disertando il silenzio’ e la scorta mediatica del genocidio,
facendo fiorire creativamente azioni di dissenso, partecipazione e
impegno.
Ricerchiamo la bussola verso cui orientarci per fermare il massacro,
perché si ritorni alla parola, al diritto, all’umanità che tutti ci
accomunano.
Per non perdere ancora vite umane. Per non perderci.
Aggrappiamoci ai valori che sottendono i diritti che i nostri padri e
nonni hanno formulato: mai più per tutte e tutti, per una vita degna
per tutte e tutti.
E con coraggio uniamoci, sempre di più. Perché si fermi tutto questo
male.
CONTRO LO STERMINIO A GAZA SI MUOVONO 209 AMBASCIATORI EUROPEI E LA
SANITÀ ITALIANA “DIGIUNA” PER PROTESTA. INTANTO L’UE CONDANNA
(SOLO A PAROLE) E TAJANI ILLUSTRA LA SUA “OPERA DI PACE”
“Totalmente inaccettabile”. Così ieri l’Unione Europea ha
definito l’uccisione dei cinque giornalisti, dei quattro operatori
sanitari e di diversi civili, avvenuta lunedì in un attacco israeliano
contro l’ospedale Nasser, a Gaza. L’Ue ha aggiunto che “civili e
giornalisti devono essere protetti dal diritto internazionale” e ha
ribadito “il suo appello a Israele affinché rispetti il diritto
internazionale umanitario e garantisca che questi attacchi siano oggetto
di indagini, prendendo atto della dichiarazione delle autorità
israeliane secondo cui verrà condotta un’indagine approfondita. Ci
sono state troppe vittime in questo conflitto”, prosegue la nota.
GAZA, LA LETTERA DELLA GIORNALISTA PALESTINESE UCCISA AL FIGLIO 12ENNE:
“QUANDO AVRAI UNA FIGLIA, CHIAMALA COME ME”
Le parole di Mariam Abu Daqa, 37 anni, morta con altri colleghi
nell'attacco di Israele all'ospedale Nasser. "Voglio che tu tenga la
testa alta, che studi, che tu sia brillante e distinto, e che diventi un
uomo che vale, capace di affrontare la vita, amore mio"
26 Agosto 2025 UNITA'
Mariam Abu Daqa aveva 37 anni e collaborava da giornalista e fotografa
con_ Associated Press_ e altre testate internazionali e Medici Senza
Frontiere. Anche lei si trovava all’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel
sud della Striscia di Gaza, ieri. 20 morti, cinque i giornalisti vittime
nell’attacco double tap dell’esercito di Israele, ovvero con un
primo e un secondo a stretto giro di tempo che colpisce anche i
soccorritori arrivati sul posto.
Daqa era madre di un ragazzino di 12 anni, che aveva dovuto lasciare
all’inizio della guerra, quando era stato evacuato. Patrick Zaki,
studente e attivista diventato noto dopo la lunga detenzione in Egitto,
ha condiviso la lettera testamento lasciata dalla madre al figlio.
“Ghaith, cuore e anima di tua madre, ti chiedo di non piangere per me,
ma di pregare per me, così che io possa restare serena. Voglio che tu
tenga la testa alta, che studi, che tu sia brillante e distinto, e che
diventi un uomo che vale, capace di affrontare la vita, amore mio. Non
dimenticare che io facevo di tutto per renderti felice, a tuo agio e in
pace, e che tutto ciò che ho fatto era per te. Quando crescerai, ti
sposerai e avrai una figlia, chiamala Mariam come me. Tu sei il mio
amore, il mio cuore, il mio sostegno, la mia anima e mio figlio, colui
che mi fa alzare la testa con orgoglio. Sii sempre felice e conserva una
buona reputazione. Ti prego, Ghith: la tua preghiera, poi ancora la tua
preghiera, e poi ancora la tua preghiera”.
Con Daqa, nell’attacco a Khan Yunis sono morti anche Hossam al Masri,
che collaborava con _Reuters_, Mohammed Salama, _Al Jazeera_, Moaz Abu
Taha e Ahmed Abu Aziz, due giornalisti free lance. Ferito Hatem Khaled,
collaboratore di _Reuters_. Secondo i calcoli del progetto Costs of War
della Watson School of International Public Affairs della Brown
University, dai massacri di Hamas del 7 ottobre 2023 e l’inizio della
risposta militare di Israele sono morti già circa 270 giornalisti e
operatori dei media. Per il Committee to Protect Journalists sono almeno
192.
Daqa, come fa sapere _Associated Press_, si era recata spesso
all’ospedale Nasser per la copertura mediatica da quando è esplosa la
guerra. Il portavoce dell’esercito israeliano Nadav Shoshani ha
assicurato che l’esercito avvierà un’indagine interna, il primo
ministro Benjamin Netanyahu ha parlato di “un tragico incidente”.
Tutte le indagini promesse e avviate in casi simili non hanno mai
portato a niente.
INTERVISTA A GIUSEPPE GIULIETTI: “SCIOPERO PER GAZA? PROPOSTA
OPPORTUNA, DOBBIAMO FARE QUALCOSA”
«Lo sciopero, la manifestazione internazionale, qualunque iniziativa
che vada in direzione dello stop al massacro va appoggiata. Questo è il
tipico caso in cui non saranno i governi a intervenire, ma sarà la
pressione della pubblica opinione a essere utile, financo decisiva»
27 Agosto 2025 Unita'
Beppe Giulietti, Ieri _L’Unità_ è uscita con una prima pagina molto
forte – interamente bianca con la foto in piccolo di una donna
palestinese con in braccio un bimbo scheletrito e con la scritta
_“Basta!”_ – e all’interno un appello del direttore Piero
Sansonetti [32] dal titolo: _“Amici giornalisti, per favore
scioperiamo”_, in risposta alla mattanza di giornalisti a Gaza.
Premesso che, avendo svolto ruoli apicali nel sindacato dei giornalisti,
ritengo cosa buona e giusta non interferire nelle scelte, ma una cosa
devo dirla: intanto, grazie a chi ha pensato di fare una pagina di
questa natura. Secondo, non credo che l’appello di Sansonetti, come
altri che sono nati, possa essere scartato senza controproporre nulla,
perché quello che sta accadendo dentro il genocidio a Gaza è il più
grande giornalisticidio nella Storia, non solo quella contemporanea.
Quello che si sta perpetrando è un giornalisticidio dentro il
genocidio. Uccidono i giornalisti per potere uccidere i civili
palestinesi [33], donne, bambini, senza testimoni scomodi. Qualcosa che
non ha precedenti. E quando siamo di fronte a un crimine del genere,
occorrono risposte che siano straordinarie. Per quanto riguarda lo
sciopero, è chiaro che questo è demandato agli organismi preposti –
alla Fnsi e ai Cdr in primo luogo – però io questo appello lo
interpreto anche in un altro modo…
LA MASSICCIA CAMPAGNA ISRAELIANA PER CENSURARE I POST PRO PALESTINA SUI
SOCIAL
MILIONI DI POST SPARITI NEL NULLA
La denuncia appare in due documenti bomba che rivelano come oltre 90.000
post pro-palestinesi siano stati indebitamente rimossi da Facebook e da
Instagram su richiesta specifica del governo israeliano. I documenti
offrono persino un esempio delle email che Israele ha scambiato con Meta
per far sopprimere tutti quei post che Tel Aviv giudica
«pro-terroristi» o «antisemiti» (in realtà, dicono gli informatori,
si tratta di normali messaggi di solidarietà per la causa palestinese.)
Inoltre, a causa dell’effetto a cascata insito negli algoritmi usati
da Meta per vagliare in automatico i messaggi postati sulle sue
piattaforme, altri trentotto milioni di post pro-Palestina sarebbero
spariti nel nulla dal 7 ottobre 2023.
In pratica, si tratta della più grande operazione di censura di massa
nella storia moderna, concludono questi informatici militanti che ora,
con il loro sito ICW (International Corruption Watch), hanno indossato
anche i panni di giornalisti investigativi alla Julian Assange.
Ma non si tratta soltanto di denunce di atti di censura. Le rivelazioni
dell’ICW mostrano come l’Intelligenza Artificiale (IA) possa essere
facilmente manipolata per dare risposte tendenziose: proprio quelle
volute da chi abbia avuto i mezzi per “avvelenare il pozzo” dei
dati, come, in questo caso, Israele. Si tratta di una denuncia che ci
deve far riflettere tutti.
Perché se l’IA può essere manipolata, allora anche noi possiamo
essere manipolati ogni volta che leggiamo una cosiddetta risposta
“obiettiva” generata dall’IA in una ricerca su Google, ogni volta
che poniamo un quesito a un’app IA che si professa “imparziale”
come ChatGPT o, infine, ogni volta che scegliamo di guardare un video
segnalatoci da una lista creata dall’IA di YouTube in base a sedicenti
criteri di “popolarità”.
(In un precedente studio, l’ICW ha mostrato come, in realtà, gli
algoritmi di YouTube – in maniera estremamente sottile – spingano a
visionare video politicamente orientati a destra.) In altre parole,
l’apparente neutralità degli algoritmi usati non solo da Meta ma da
tutte le Big Tech è puramente illusoria e dobbiamo esserne consapevoli
( Patrick Boylan [34] )
LIBERTÀ PER MARWAN BARGHOUTI E TUTTI I PRIGIONIERI PALESTINESI
Sarà quasi impossibile in futuro compiere atti più vili
dell’irruzione minacciosa di Ben Gvir e della sua scorta nella cella
del prigioniero politico palestinese Marwan Barghouti, in carcere da 23
anni, più volte aggredito e percosso, messo da anni in regime speciale,
a corto anche di cibo, per cercare di umiliare in lui, personaggio
integro, l’intero popolo palestinese, la sua dignità, la sua
irriducibile capacità di resistere.
Di seguito il messaggio della moglie Fadwa per suo marito Marwan
Barghouti dopo averlo visto, dimagrito e quasi irriconoscibile, nel
video diffuso dal ministro israeliano Ben-Gvir, che ha vigliaccamente
minacciato Marwan nella sua cella.
“Marwan non ho riconosciuto i tuoi lineamenti, e forse una parte di me
non vuole accettare tutto quello che il tuo viso e il tuo corpo
esprimono, tutto quello che tu e i prigionieri avete sopportato in
carcere.
Marwan ti stanno ancora inseguendo, anche dopo 23 anni di prigione e 2
anni nella cella d’isolamento in cui vivi.
Ti stanno ancora prendendo di mira, le catene sono ancora alle tue mani,
ma conosco il tuo spirito e la tua determinazione.
So che rimarrai libero… libero… libero. Ti preoccupi solo del tuo
popolo e di porre fine alle sue sofferenze, che hanno raggiunto il cielo
a Gaza, ottenendo la loro libertà e preservando la loro dignità.
“ Oh montagna, nessun vento può scuoterti”.
So che l’unica cosa che può scuoterti è ciò che senti del dolore
del tuo popolo, e l’unica cosa che ti ferisce è l’incapacità di
proteggere i bambini palestinesi.Tu sei del popolo, e ovunque tu sia,
sei in mezzo a loro, sei di loro e parte di loro; il tuo destino è
legato al popolo. Così eri, e così rimarrai”.
Fadwa Al Barghouti
Links:
------
[1]
https://www.lavocedinovara.com/sport/la-vuelta-ha-fatto-tappa-a-novara-l...
[2]
https://www.lavocedinovara.com/cronaca/a-novara-un-sit-in-rumoroso-per-g...
[3]
https://www.assopacepalestina.org/wp-content/uploads/2025/08/Panth.jpeg
[4] http://p.za
[5]
https://www.laquilablog.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-grido-di-gaza.png
[6]
https://www.laquilablog.it/mostra-darte-a-laquila-il-grido-di-gaza/?pdf=...
[7]
https://www.terremarsicane.it/wp-content/uploads/2025/08/Progetto-senza-...
[8] https://forumpace.consiglio.provincia.tn.it/notizia/articolo?id=612
[9]
https://www.lindipendente.online/2025/07/15/nasce-la-global-sumud-flotil...
[10]
https://www.lindipendente.online/2025/06/09/un-sondaggio-rivela-che-solo...
[11]
https://www.lindipendente.online/2025/08/20/israele-richiama-60-mila-ris...
[12]
https://www.lindipendente.online/2025/06/13/global-march-to-gaza-migliai...
[13]
https://www.lindipendente.online/2025/06/09/freedom-flotilla-israele-dir...
[14] https://registration.gmtgaza.org/apply-crewcap/
[15]
https://www.lindipendente.online/2025/08/01/genova-lo-sciopero-dei-portu...
[16]
https://www.lindipendente.online/2025/06/06/dalla-francia-allitalia-i-po...
[17]
https://www.lindipendente.online/2025/08/26/gaza-dallinizio-dellaggressi...
[18] https://contropiano.org/author/hkcmnst917a
[19] https://www.osservatoriorepressione.info/author/italo/
[20]
https://en.globes.co.il/en/article-italian-govt-investing-in-israeli-tec...
[21]
https://www.labtv.net/cultura/eventi/2025/08/28/il-30-e-31-agosto-2025-a...
[22]
https://www.associazioneculturalemediterraneo.com/sp/author/mattia-musso/
[23]
https://www.associazioneculturalemediterraneo.com/sp/wp-content/uploads/...
[24]
https://www.ansa.it/webimages/news_base/2025/8/28/d837d7798a8d1af9bdfdc3...
[25]
https://www.lindipendente.online/2025/07/03/economia-del-genocidio-il-ra...
[26]
https://files.nettsteder.regjeringen.no/wpuploads01/sites/275/2025/08/Ca...
[27] https://www.ft.com/content/31387962-398d-4809-950a-6353f9178728
[28]
https://www.nbim.no/en/news-and-insights/submissions-to-ministry/2025/go...
[29] https://www.nbim.no/en/news-and-insights/submissions-to-ministry/
[30]
https://www.radiondadurto.org/2025/08/27/venezia-sabato-30-agosto-manife...
[31] https://www.agi.it/authors/davide-sarsini
[32]
https://www.unita.it/2025/08/26/amici-giornalisti-per-favore-scioperiamo...
[33]
https://www.unita.it/2025/08/26/ancora-una-strage-di-giornalisti-cosi-mu...
[34] https://contropiano.org/author/pcfrnsc7184c
--
Radiondarossa dal 1977 vive solo grazie alle sottoscrizioni di chi
l'ascolta e la sostiene, SOTTOSCRIVI e fai sottoscrivere
Radioabbonamento25
https://www.produzionidalbasso.com/project/radioabbonamento-ondarossa-gi...