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Oggetto: COMUNICATO STAMPA: La solidarietà non si arresta. Dal Fiume al
mare, Palestina libera
Data: Fri, 09 Jan 2026 11:56:32 +0000
Mittente: SOS Fornace <sosfornace@inventati.org>
A: Sosfornace <sosfornace@inventati.org>
COMUNICATO STAMPA
La solidarietà non si arresta. Dal fiume al mare, Palestina libera
Rho, 9 gennaio 2026. Gli arresti di Mohammad Hannoun e di altri
attivisti dell’Associazione dei Palestinesi in Italia sono un attacco
diretto alla solidarietà con il popolo palestinese.
Nel fascicolo della Procura di Genova il cuore dell’accusa arriva da
Israele, attraverso dossier dei servizi segreti e dell’esercito di uno
Stato oggi accusato di genocidio a Gaza da una commissione d’inchiesta
delle Nazioni Unite. Nei confronti del capo del governo israeliano,
Benjamin Netanyahu, e del suo ministro della Difesa, Yoav Gallant, la
Corte penale internazionale ha spiccato mandati di arresto
internazionali per crimini di guerra e contro l’umanità. Trattare quel
materiale come prova neutra, senza metterne in discussione affidabilità
e interessi, significa adeguare la giustizia italiana alla narrazione di
una potenza occupante che considera terrorista ogni civile nella
Striscia di Gaza.
Come in Germania e nel Regno Unito, dove divieti e arresti colpiscono
cortei e reti di solidarietà alla Palestina, anche qui si prova a
trasformare comitati, associazioni e spazi sociali in un problema
d’ordine pubblico. Ma chi è sceso in piazza ha solo dato voce a una
solidarietà nei confronti della popolazione di Gaza brutalmente
annientata dallo Stato d’Israele.
A partire dal 2024, le strade di Rho sono state attraversate da cinque
cortei a favore della causa palestinese. Solo in autunno, a sostegno
della Global Sumud Flotilla, ci sono state due manifestazioni con al
centro le parole d’ordine “contro il genocidio, blocchiamo tutto”, in
occasione degli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre. La distanza
di poche settimane tra le due piazze restituisce la misura di un
contesto attraversato da un’attenzione diffusa verso la drammaticità
della condizione del popolo palestinese.
Dentro questo movimento, il centro sociale SOS Fornace – che dal 2018
riqualifica dal basso un ex deposito ENI – è stato un punto di
riferimento. L’area è di proprietà dello stesso colosso energetico che
partecipa a progetti di esplorazione del gas nella cosiddetta “Zone G”,
al largo di Gaza, su licenze che si è aggiudicata da Israele in un’area
che in gran parte ricade nelle acque rivendicate dallo Stato di
Palestina. Mentre si prova a sgomberare chi costruisce solidarietà sul
territorio, Eni consolida i propri affari in un contesto di occupazione
e distruzione.
Gli arresti di Hannoun e degli altri attivisti dell’Associazione dei
Palestinesi in Italia sono un messaggio intimidatorio che punta a
criminalizzare qualsiasi sostegno a un popolo sotto occupazione. La
risposta non sarà il silenzio: continueremo ad animare assemblee,
scioperi, cortei, a Rho e ovunque.
Il prossimo appuntamento è:
Sabato 10 gennaio: corteo a Milano. Ore 14:00, via Giacosa angolo via
Bolzano (M1 Rovereto).
La solidarietà non si processa e non si arresta: contro guerra e riarmo,
per l’autodeterminazione dei popoli, libertà per i solidali palestinesi
arrestati, dal fiume al mare, per una Palestina libera.
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Centro Sociale SOS Fornace
Rho (MI) - Via Risorgimento 18
sosfornace@inventati.org
www.sosfornace.org
Fb/Ig: SOS Fornace
Info: 351 377 7295