
10 gennaio 2024 – 10 gennaio 2026: a due anni dall’accordo che sancisce
il “Modello Brandizzo”
Un anniversario per chi lotta per vita e diritti contro paura e
rassegnazione!
Ad oggi la mancanza di sicurezza sul lavoro resta il grande problema
irrisolto, con cui i lavoratori
devono fare i conti, a fronte di un sistema che continua a mietere
vittime senza tregua.
Il 10 gennaio 2024, Rfi e sindacati complici firmano un accordo capestro
che stravolge lavoro e
vita dei lavoratori della manutenzione generando un drastico
peggioramento delle condizioni di
sicurezza.
Gli ingredienti che caratterizzano l’origine dei rischi per chi lavora
nei cantieri ferroviari,
vengono sicuramente da lontano; la strage operaia di Brandizzo (5 operai
travolti dal treno)
accade il 30 agosto 2023, prima del 10 gennaio 2024; quello che però
cambia è che il contesto, il
“modus operandi” in cui si genera quella strage, viene assunto come
modello che RFI adotta per i
suoi progetti.
E così, fra incidenti letali e tragedie mancate solo per caso, lavorare
nel nostro settore è diventato
ancora più pericoloso. Per questo riteniamo che la riorganizzazione di
RFI si nutra di quello che
da tempo definiamo come il “modello Brandizzo”.
Per meglio comprendere gli ingredienti del modello Brandizzo, occorre
sottolineare due aspetti
centrali nella gestione che RFI impone:
•neutralizzare la resistenza dei ferrovieri volta ad arginare le
pressioni e le intimidazioni
chearrivano dalle ditte appaltatrici e da capi e capetti di RFI;
•determinare un clima di paura, diretto e semplice: chiarire cioè a
tutto il personale che
nonassecondare le esigenze dell’impresa provocherà serie conseguenze per
chi non si
allinea.
Per capire inoltre il modello Brandizzo è sufficiente analizzare
l’ultimo incidente avvenuto nella
stazione di Ala, dove il 22 dicembre scorso un operaio è stato urtato
dal transito di un treno ed è
grave, anche se nessuno ne parla, per assurgere agli onori della cronaca
occorre ci sia il morto:
se infatti per le Aziende (RFI e Imprese Appaltatrici) e le OOSS è
accettabile che i lavoratori
siano sacrificabili, in quella specie di “mattatoio” in cui vogliono
relegarci, dobbiamo avere la
forza di ribadire che non ci stiamo.
Per questo per il prossimo 10 gennaio abbiamo organizzato uno sciopero e
un
presidio: - per porre come diritto inalienabile la sicurezza sul lavoro,
con ogni mezzo
necessario; - per sottolineare che lottiamo da due anni e non abbiamo
intenzione di
mollare.
Vi invitiamo a partecipare e per chi volesse aderire, inviare la propria
adesione ad info@anlm.it.
Il presidioa Firenze SMN, si terrà all’ingresso della stazione lato
Valfonda dalle ore 10.00
Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione
Aderiscono: Coordinamento 12 ottobre per sicurezza, salute, contro la
repressione -
Ferrovieri contro la Guerra
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