
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: corteo antifascista 19 giugno trieste
Data: 2026-06-08 08:00
Mittente: controvecchienuovifascismi
<controvecchienuovifascismi@gmail.com>
Destinatario: controvecchienuovifascismi
<controvecchienuovifascismi@gmail.com>
Ritorniamo nelle strade di Trieste con un corteo cittadino che rimetta
al centro un antifascismo vivo, plurale, dal basso. Le ultime settimane
hanno rilanciato l'urgenza di una mobilitazione per nutrire la
solidarietà, la memoria della resistenza, la lotta a tutte le forme di
oppressione. Se da un lato la contestazione del 19 maggio ha dimostrato
quanto sia ancora vivo lo spirito antifascista di questa città,
dall'altro ci mostra una volta di più quanto lo squadrismo sia
collegato con l’estrema destra al potere. Chi ha deciso di opporsi
all’ideologia xenofoba e nostalgica — e al revisionismo storico
delle istituzioni — è stato infatti prima aggredito da neofascisti
armati e poi dalle “forze dell’ordine”.
Al di là delle strumentalizzazioni politiche e mediatiche che nei
giorni successivi hanno provato a riscrivere la realtà dei fatti —
leggendola come scontro tra opposti estremismi — vogliamo ribadire che
i fascisti e i loro fiancheggiatori non possono avere agibilità
politica nella nostra città. La riabilitazione del passato fascista di
Almerigo Grilz, la questione del confine orientale e la giornata del
ricordo, non sono casuali: fanno parte di una più ampia operazione di
revisionismo storico utile a cancellare le lotte di emancipazione del
passato per bloccare sul nascere anche quelle del presente, costellato
di un clima di guerra, di razzismo, nuove disuguaglianze. È per questo
che i neofascisti e la loro progressiva legittimazione da parte del
potere si inseriscono in un sistema complessivo di oppressione, lo
puntellano, ne rappresentano il volto più oscuro. La proposta di
“remigrazione”, deportazione su base razziale, è il culmine di
questa tendenza. Viene sdoganata nel momento in cui nuovi strumenti
securitari vengono approvati dai governi, la criminalizzazione del
"diverso" si fa martellante e la detenzione amministrativa e del sistema
dei CPR diventa modello di gestione dell'immigrazione. É questa
retorica suprematista che permette le stragi dei braccianti, ed è la
stessa che promuove e organizza un genocidio in diretta streaming.
Contro questa tendenza autoritaria e xenofoba, vogliamo ribadire la
forza delle forme di solidarietà dal basso — come accade
quotidianamente in Piazza Libertà — la resistenza quotidiana nelle
scuole, nelle università e nei quartieri, nei luoghi di lavoro, le
lotte in difesa dei territori, l'incontro tra persone contro le logiche
di guerra e di divisione. L’ideologia dell’odio non deve trovare
spazio nelle nostre città.
Avevamo detto “Laddove saremo noi, non ci saranno loro”: vale per il
rito macabro del “presente” per Grilz come per la nostra
quotidianità. Perché l'antifascismo non è una ricorrenza, né una
memoria immobile: è una pratica quotidiana e trasversale che deve
tornare ad animare le strade, le piazze e i quartieri di Trieste.
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