dal basso: san basilio storie de roma a la sapienza

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Martedì, 28 Marzo, 2017 - 16:30

28/3 DAL BASSO - San Basilio Storie de Roma a La Sapienza

 

San Basilio, storie de Roma e Knowledge Against Power Fest

sono lieti di presentare:

 

MARTEDI' 28 MARZO 2017

DALLE h. 16:30

PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO "San Basilio, Storie de Roma"

A SEGUIRE DIBATTITO:

"Public history e storia dal basso tra accademia e pratica politica"

 

Intervengono:

Alessandro Portelli, storico e docente di Letteratura Anglo - Americana,
Università La Sapienza di Roma

Progetto San Basilio, storie de Roma

Quarticciolo - Storia di una borgata

 

Il progetto “San Basilio, storie de Roma" si sviluppa a partire da alcune
realtà del territorio che cercano di ricostruire, attraverso la ricerca
storica e la sua riattualizzazione, la storia di una borgata simbolo della
città di Roma.

Il progetto nasce come iniziativa di commemorazione della morte del giovane
Fabrizio Ceruso e della “Battaglia” di San Basilio nel 1974. A partire da
questo episodio, ben presto è sorta l’esigenza, sia delle realtà partecipanti
che degli abitanti del quartiere, di riscoprire una memoria collettiva ormai
insabbiata, quando non dolosamente cancellata, e farla rivivere non come rito
di consuetudine ma come organizzazione di una comunità di fronte a bisogni,
problemi e contraddizioni più che mai attuali.

Questo percorso, nel suo piccolo, costituisce un tentativo di narrazione della
storia pubblica (public history) dal basso, ovvero la storia applicata e
diffusa al di fuori degli ambiti tradizionali, in grado di utilizzare diversi
linguaggi e strumenti per raccontare, e soprattutto far raccontare, la storia
da e per contesti diversi dal mondo accademico. Questo approccio consente di
analizzare il giacimento storico di un territorio e/o di una comunità locale,
quas sempre assente dalla storiografia ufficiale, e di far emergere il suo
patrimonio immateriale di memorie, traducendole in iniziative pratiche per la
sua conoscenza.

La narrazione della storia dal basso è una pratica per nulla scontata. E’
evidente, e in tal senso il caso di Ceruso a San Basilio è emblematico, come
chi “scriva” materialmente la storia, ovvero i gruppi di potere dominanti,
operi un sistematico svuotamento delle memorie collettive all'interno della
società, specialmente in relazione ad episodi di particolare rilevanza come la
rivolta del settembre 1974. Rimozione attuata sia attraverso i mass media,
veri artefici della (de)costruzione dell’immaginario collettivo, sia
attraverso l’odierna mercificazione e massificazione di tutti gli aspetti
culturali e scientifici, non ultima proprio la storia. Il mondo accademico,
ipotetico custode del sapere storico in tutte le sue forme, è sempre più
lontano dalle istanze sociali e sempre più attento alle esigenze del mercato.

Che senso ha, nell’oggi, raccontare dal basso esperienze appartenenti ad
un’altra fase storica
e tentare di riattualizzarle?

Che uso fare della storia e del suo ruolo all’interno della costruzione del
sapere collettivo
e delle singole identità?

Quali metodi di narrazione storica utilizzare per cambiare il paradigma della
storiografia ufficiale?

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INIZIATIVA ALL'INTERNO DEL KAP FEST Knowledge Against Power Fest:

FieraMente contro.
In una università in cui i saperi ritenuti
interessanti sono solo quelli funzionali al profitto c'è ancora chi,
fieramente, si oppone alle passerelle e agli eventi mediatici.
Perchè l'università non è questo.
L'università oggi è tutt'altro che la vetrina luccicante allestita in
occasione della Maiker Faire.
L'università è fatta di tagli, di numeri chiusi, di un sapere sempre più
esclusivo e sempre meno accessibile.
La riforma dell'Isee congiuntamente alla sempre più critica situazione
degli alloggi e delle mense per gli studenti fa di Roma, e della
Sapienza in particolare, uno degli esempi peggiori di come chi oggi è
chiamato a gestire l'università non si ponga minimamente il proposito di
provare a farlo mettendo al centro i bisogni degli studenti.
Ma sono gli stessi studenti che oggi, come in passato, decidono di rialzare la
testa.
Come?
Semplicemente rimettendo al centro le necessità degli studenti stessi.
Quali?
Una casa, per ovviare al problema dell'affitto che, oggi, a Roma (con
canoni di locazione che si attestano di media intorno ai 450 euro per
stanza!) è senza dubbio la prima voce a bilancio per uno studente fuori
sede.
I libri di testo, sempre più cari e sempre più funzionali al profitto di
ricchi e potenti baroni.
Ma soprattutto, gli spazi.
Spazi fisici che da sempre scarseggiano nel nostro ateneo dal punto di vista
di Aule studio e Biblioteche ma anche, e soprattutto, spazi di dibattito e
socialità.
Spazi di discussione in cui la voce degli studenti riesca ad organizzarsi per
combattere dal basso l'isolamento e la
passività in cui chi amministra l'università vorrebbe spingerci.
E' questo che ci proponiamo di fare all'interno di questi 3 giorni: ribadire
ancora una volta che l'università è di chi la vive!
Per farlo organizzeremo momenti di dibattito e confronto su temi che abbiamo
ritenuto particolarmente attuali ed interessanti, momenti di socialità con
pranzi e cene, mostre, serate e proiezioni.
Tutto questo ovviamente nelle nostre facoltà che ogni giorno viviamo e che
lentamente vediamo diventare sempre più un esamificio piuttosto che il centro
di elaborazione culturale che dovrebbero e potrebbero essere.

Dal 27 al 31 Marzo all’Università La Sapienza

Le loro fiere non ci interessano.
Fieramente le abbiamo contrastate.
Fieramente continueremo a farlo.

Ci vogliono isolati e a capo chino.
Ci avrenno uniti e a batterci fieramente contro il loro profitto.

Perchè l'università è e sarà sempre di chi la vive!

 

https://www.facebook.com/events/137595530101770

http://www.progettosanbasilio.org/?p=458