
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: 13 gen No Inceneritore Fusina 6 gen 2023: NUOVO RICORSO DEI
COMITATI A STRASBURGO
Data: 2023-01-06 16:36
Mittente: Radiondarossa <ondarossa@ondarossa.info>
Destinatario: Agenda Autogestione <agenda@ondarossa.info>
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: C.S. Cord. No Inceneritore Fusina 6 gen 2023: NUOVO RICORSO DEI
COMITATI A STRASBURGO
Data: 2023-01-06 11:28
Mittente: no-inceneritore-fusina <noinceneritorefusina@gmail.com>
Destinatario:
Comunicato Stampa Coordinamento No Inceneritore Fusina 06 gennaio 2023
Inceneritore Veritas: accolto il ricorso dei comitati alla Corte
Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU)
La battaglia contro l’inceneritore di Fusina va avanti anche sul
piano legale: nei giorni scorsi è infatti arrivata l’attesa notizia
che il ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
(CEDU) è stato finalmente registrato dalla cancelleria della Corte;
dunque, dopo questo primo difficile vaglio, la causa sarà
effettivamente sottoposta all’esame del Giudici di Strasburgo che
valuteranno il merito delle contestazioni sollevate.
Il Coordinamento No Inceneritore Fusina esprime grande soddisfazione
per questo primo risultato: “_Lo avevamo promesso già all’indomani
delle sentenze negative del TAR e del Consiglio di Stato che non ci
saremmo fermati nemmeno sul piano legale. __La promessa è stata
mantenuta, e visto che non abbiamo trovato giustizia __davanti alle
giurisdizioni amministrative italiane__ tribunali, ora possiamo
annunciare che la vertenza contro l’inceneritore di Fusina è
formalmente approdata__ alla CEDU. __Siamo molto contenti per questo__
risultato non scontato, __che arriva dopo lunghe discussioni, faticosi
approfondimenti, __e __dopo __lo straordinario__ lavoro svolto __dalle
Avvocate Antonella Mascia e Ilaria Aquironi esperte in diritto
internazionale__ e che ringraziamo __pubblicamente__. Il fatto che il
TAR e il Consiglio di Stato non siano entrati nel merito delle nostre
contestazioni, e che abbiano liquidato i nostri ricorsi affermando
pretestuosamente che né le associazioni, né le persone che abitano
vicino all’impianto sarebbero legittimate a ricorrere, rappresenta un
fatto grave__ __non solo per noi e per la vicenda in sé, ma __anche
perché __costituisce un pericoloso “vulnus democratico” che non
può e non deve __essere sdoganato. Certamente c’è stata un po’ di
preoccupazione per l’ulteriore sforzo economico da sostenere,
__soprattutto__ __a causa delle__ decine di migliaia di euro di spese
legali che siamo stati condannati a pagare __dai giudici italiani__; ma
lo straordinario sostegno ricevuto in poco tempo da tantissimi
cittadini, comitati e associazioni ci ha convinto che era giusto e
sacrosanto non darsi per vinti_”.
La nuova causa alza il tiro perchè pone il problema proprio sul piano
del Diritto, e in particolare dei Diritti Umani, sui quali ha diretta
competenza la CEDU. Ad essere chiamato direttamente in causa questa
volta è lo Stato italiano, in quanto tramite le sue articolazioni
istituzionali e giudiziarie, avrebbe negato diritti fondamentali ai
ricorrenti.
Articolate e molteplici le contestazioni mosse nel ricorso in relazione
alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. In primo luogo è
stata richiamata la violazione dell’art. 6 della Convenzione perché i
respingimenti dei ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato si sono basati
sul vizio di legittimazione dei ricorrenti senza entrare nel merito dei
rilievi posti dagli stessi, e ciò rappresenta di fatto un problema di
accesso a un tribunale.
Importante poi la possibile violazione dell’art. 10 della Convenzione
riguardo all’accesso pieno e tempestivo a tutte le informazioni
tecniche e ambientali attinenti al progetto, visto che l’iter di
approvazione è stato caratterizzato da molte lacune documentali,
nonché da ritardi e anomalie nelle diverse fasi del procedimento. E’
stata poi eccepita la violazione dell’art. 8 riguarda della
Convenzione in merito al diritto dei ricorrenti persone fisiche di
vedere tutelata la loro vita privata e di poter vivere in un ambiente
sano, visto e considerato che gli impatti ambientali generati
dall’inceneritore potrebbero compromettere ulteriormente e in modo
significativo la qualità di vita e la salute, in un contesto già
gravemente degradato dal punto di vista ambientale.
Si confida ora che per le tematiche di particolare rilievo la
trattazione della causa da parte dei Giudici di Strasburgo possa
avvenire in tempi brevi.
Intanto i comitati annunciano che sono in fase di studio ulteriori
azioni legali sia a livello europeo, sia a livello nazionale in
particolare per quanto riguarda alcuni aspetti che potrebbero avere
rilievo penale.
Parallelamente continua la raccolta di firme per chiedere una nuova
valutazione sulla ricaduta delle emissioni gassose dopo il parere
dell’Istituto Superiore di Sanità che smonta lo studio commissionato
da Veritas, e la misurazione di tutte le sostanze in uscita dai camini,
in particolare la misurazione dei PFAS. Una richiesta quest’ultima che
trova ulteriore sostegno nell’Ordinanza emessa dal Sindaco di Legnago
solo pochi giorni fa, con la quale viene chiuso il camino della ditta
Chemviron che emetteva queste pericolose sostanze in aria.
Al via anche la nuova campagna di autofinanziamento con la cena vegana
in programma il 13 gennaio presso il Centro Sociale Rivolta a Marghera,
preceduta da un’assemblea aperta alle ore 18.30 per fare il punto
della situazione e presentare il progetto SPESA SBALLATA finalizzato
alla riduzione della produzione di rifiuti (info e prenotazioni sulla
pagina Facebook del Coordinamento No Inceneritore Fusina, oppure con SMS
al numero 340-8369979).
Coordinamento No Inceneritore Fusina:
_Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il
rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex
Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della
cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre,
Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea,
Marghera Libera e Pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi,
Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento
associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione Progetto Nascere
meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice
– circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land_
_rif. tel: 3381678008 - 333-8281083_
--
E' uscita la nuova Scarceranda 2023, l'agenda contro il carcere giorno
dopo giorno. Per ordinarla o per mandarla nelle carceri, scrivi a
scarceranda@ondarossa.info
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scarceranda@ondarossa.info