
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Noi non paghiamo: assemblea nazionale a Roma
Data: 2023-01-30 11:44
Mittente: giornalismoobarbarie <giulioafburatti@gmail.com>
Destinatario:
Contro inflazione, povertà energetica e contro le fonti fossili, la
campagna Noi Non Paghiamo prosegue e allarga i suoi obiettivi: dalla
contestazione dei rincari energetici, avviata alla fine dell’estate in
parallelo con analoghi movimenti in Francia e Spagna, alla battaglia
più complessiva contro l’attacco alle condizioni di vita e contro il
modello energivoro ed estrattivista che mette a rischio la sopravvivenza
stessa della specie.
La parola d’ordine di questa fase è “fine del mese-fine del mondo:
stessa lotta” e risuonerà domenica prossima, 5 febbraio,
nell’assemblea nazionale della campagna che sarà ospitata in un
centro sociale della Capitale, il Brancaleone.
In questi mesi, oltre alle scadenze della campagna, gli attivisti e le
attiviste di NNP hanno attraversato tutte le scadenze di mobilitazione
sociale dell’autunno per denunciare le dinamiche antipopolari della
legge di bilancio e dei meccanismi di formazione del prezzo
dell’energia. Contemporaneamente, nell’ottica dei percorsi di
“convergenza/insorgenza”, la campagna ha proseguito nelle
interlocuzioni con esperienze di sindacalismo combattivo, di
mobilitazione sociale e di organizzazione politica. Tra queste Si Cobas
e ADl Cobas, Iskra, la Rete ecosocialista, Unione inquilini, i Blocchi
precari metropolitani, Rifondazione comunista, il Movimento disoccupati
7 novembre, Sinistra anticapitalista, rappresentanti del collettivo di
sostegno alla lotta della Gkn, la campagna Fuori dal Fossile, i Fridays
for Future, Ultima Generazione, Rete salute che prenderanno parte alla
discussione nei tavoli tematici dell’assemblea: lavoro e reddito,
salute, ambiente, casa, scuola, alimentazione e agricoltura, energia e
clima, mobilità.
Trasversale a tutte le vertenze la raffica di rincari con conseguente
stangata per lavoratori e lavoratrici, stimata in 2.400 euro a famiglia
per il 2023 dalle associazioni dei consumatori.
Per uscire dalla crisi dei prezzi, secondo i promotori della campagna
Noi Non Paghiamo, servirebbero energie rinnovabili pubbliche ma si
conferma invece la linea “fossilista” dell’esecutivo che si è
sostanziata, soprattutto, nel voto contrario di tutti i partiti della
nuova maggioranza contro il blocco europeo alla vendita di auto a
benzina o diesel a partire dal 2035. O a sostegno di gas e nucleare
nella nuova tassonomia energetica sul quale sono tutti favorevoli, senza
alcun distinguo. Una posizione ben sintetizzata dal neo ministro alle
Infrastrutture Salvini, che avrà la delega su numerosi capitoli di
spesa del Pnrr: “da quando hanno lanciato l’allarme del
riscaldamento globale fa freddo, c’è la nebbia. Lo sto aspettando
questo riscaldamento globale”.
E mentre si taglia il reddito di cittadinanza e si costringono i
lavoratori e le lavoratrici ad accettare
condizioni di lavoro capestro o di moderna schiavitù, continuano i
licenziamenti e le delocalizzazioni dei grandi gruppi industriali.
Ancora una volta la crisi senza fine del sistema economico capitalista
la vogliono far pagare ai più
deboli, ai precari, a chi non ha rendite finanziarie, a chi lavora e
fatica a tirare la fine del mese.
Un quadro generale così grave da richiedere con un urgenza una grande
campagna sul salario, contro il carovita e lo sfruttamento, per
garantire un decente livello di vita per tutti e tutte e un necessario
cambio di paradigma economico capace di fuoriuscire dal modello di
dominio produttivista che devasta gli ecosistemi, genera flussi
crescenti di migranti e nuove guerre.
info: 3294110752
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