presidio davanti al tribunale dell'Aquila - comunicato stampa

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Giovedì, 4 Aprile, 2024 - 09:30

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: 4 aprile presidio davanti al tribunale dell'Aquila - comunicato
stampa
Data: 2024-03-30 21:13
Mittente: Luigia De Biasi <luigia64@gmail.com>
Destinatario: ondarossa@ondarossa.info

LA RESISTENZA NON È REATO

LIBERTÀ PER ANAN, ALI, MANSOUR

Il 4 aprile dalle ore 9,30: Presidio di solidarietà presso il
Tribunale di L’Aquila, in occasione del riesame della custodia
cautelare in carcere di Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh.

Anan Yaeesh, rifugiato politico palestinese residente all’Aquila, è
stato arrestato il 27 gennaio su mandato dello stato coloniale
israeliano che ne ha richiesto l’estradizione.

Anan è particolarmente inviso da Israele. Si è unito alla lotta di
liberazione da adolescente, quando l’esercito israeliano ha ucciso la
sua compagna mentre con lei si recava a scuola. Ha combattuto in
Cisgiordania per difendere il campo profughi dove viveva, è stato
vittima di un tentato omicidio ad opera di soldati israeliani che lo
hanno raggiunto con 11 colpi di arma da fuoco, i suoi amici sono stati
uccisi a sangue freddo dall’esercito Israeliano e nonostante gli anni
di prigionia, le violenze subite e le pressioni sulla sua famiglia, non
ha mai rinnegato la sua appartenenza alla Resistenza palestinese e non
ha mai tradito il suo popolo.

Il suo attivismo politico e le vicende che lo hanno coinvolto hanno
fatto di Anan una sorta di eroe in Palestina, quindi un elemento
pericoloso per gli Israeliani, che hanno trovato nel governo Meloni il
complice perfetto per continuare a uccidere il popolo palestinese e a
reprimere la sua Resistenza senza fare troppo rumore.

Ma un’operazione di questo genere, alla luce dei crimini sionisti a
Gaza e degli oltre 30 mila morti palestinesi, non poteva passare sotto
silenzio: troppo gravi le violazioni dei diritti umani in Israele,
troppo praticata la tortura, troppe associazioni per i diritti umani
riconosciute e affidabili che lo confermano: il procedimento
estradizionale accolto dal governo italiano è illegale.

E di fronte alla crescente solidarietà che la popolazione e la
Resistenza palestinese ricevono nelle piazze di tutto il paese, il
governo Meloni e la sua magistratura invece di ammettere l’errore e
riconoscere la complicità dello Stato italiano con quello genocida di
Israele allargano l'operazione repressiva verso altri palestinesi
accusandoli di terrorismo, di preparare azioni contro Italia e Israele,
di appartenere alle Brigate Martiri di al-Aqsa, una delle forze più
attive nella seconda intifada, classificata come organizzazione
terroristica dall'UE, su richiesta di Israele.

Così l’11 marzo, alla vigilia della camera di consiglio che doveva
decidere sulla sua scarcerazione, Anan viene raggiunto da un secondo
mandato di cattura, questa volta tutto italiano, e con lui vengono
arrestati anche Ali Irar e Mansour Doghmosh.

Ma la cosiddetta “Operazione contro il terrorismo internazionale”,
tanto sbandierata da esponenti del governo e politici di centrodestra,
non è altro che un'operazione repressiva per cui si arrestano persone
accusate di niente, perché nessuna azione di carattere militare o
indegnamente definita di “terrorismo” che giustifichi
quest'operazione è mai avvenuta nel nostro paese.

Ciò che la giustifica invece è il malcelato tentativo di non
scontentare Israele, delegittimare la giusta resistenza dei palestinesi
contro l’occupante coloniale, reprimere e criminalizzare la crescente
solidarietà con il popolo palestinese e la sua Resistenza.

Il diritto a resistere, anche con le armi all’occupante, è un
diritto non solo collettivo ma anche soggettivo, ampiamente riconosciuto
dal diritto internazionale. La Resistenza non è reato, la Resistenza è
amore per il proprio popolo. Come ha detto Anan, “_La Resistenza non
è terrorismo… Se il nostro amore per la Palestina è terrorismo,
allora __noi_ _palestinesi siamo il Dio del terrorismo. Dal 1948 ad ora
siamo sotto l'attacco di Israele che ci uccide ogni giorno, ma ancora
oggi rivendichiamo la libertà, che conquisteremo senza mai fermarci.
Perché è la nostra terra e i palestinesi meritano di essere liberi e
vivere come tutti gli altri popoli del mondo._”

Libertà per Anan, Ali e Mansour

La Resistenza non si processa!

L'Aquila solidale con la Palestina

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