
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Milano sa da che parte stare - tutte e tutti a Roma il 5
ottobre
Data: 2024-10-01 17:10
Mittente: elio lupoli <eliolupoli@gmail.com>
Destinatario: CsaVittoria <info@csavittoria.org>
Fai girare e partecipa. Non è un semplice divieto.
https://www.csavittoria.org/it/csa-vittoria/milano-sa-da-che-parte-stare...
MILANO SA DA CHE PARTE STARE - TUTTE E TUTTI A ROMA IL 5 OTTOBRE
Inviato da redazione il Mar, 01/10/2024 - 15:07
Categoria
CSA VITTORIA [1]
NO AL DIVIETO DI MANIFESTARE CONTRO IL GENOCIDIO!
TUTTE E TUTTI A ROMA IL 5 OTTOBRE!
NO ALLO STATO DI POLIZIA!
NO AL DDL LIBERTICIDA 1660
Finché c'è guerra c'è speranza!
La strategia espansionistica politico/militare dell'entità sionista
Israele sta allargando i confini della sua aggressione militare. Con la
scusa di "incursioni mirate", mentre ogni immagine che arriva ci mostra
invece bombardamenti a tappeto, la banda sionista accarezza l'idea di
strappare al Libano tutta la terra fino al fiume Litani mettendo in fuga
centinaia di migliaia libanesi.
Il piccolo stato canaglia, in attesa delle elezioni Usa di novembre, sta
portando guerra e distruzione in ogni angolo del Medio Oriente con la
giustificazione del proprio univoco distorto e strumentale "diritto
all'autodifesa".
Per chi ancora ci credesse sottolineiamo come, a spregio di ogni
convenzione e regola del diritto internazionale, l'entità sionista
Israele bombarda le città e massacra la popolazione civile con migliaia
di morti senza che le cosiddette "democrazie occidentali", definite dal
terrorista Netanyahu "palude antisemita", pongano qualche freno, limite
o sanzione di alcun tipo alla sete di sangue sionista.
La narrazione ufficiale del governo italiano e della stampa filosionista
plaude agli assassini per i colpi inferti al "terrorismo" e nasconde
colpevolmente il dato essenziale che l'entità sionista israele vuole
fare piazza pulita di ogni forma di solidarietà al massacro genocida,
alla disumanità della strage spietata per bombe armi fame e sete del
popolo palestinese.
La strategia coloniale sionista, fondata sul suprematismo e
fondamentalismo ebraico e sull'uso strumentale dell'Olocausto, contempla
il genocidio come strumento di "pacificazione" e normalizzazione
dell'intero territorio palestinese per la concretizzazione definitiva
del sogno sionista di una grande israele senza più palestinesi che
oppongano Resistenza.
L'entità sionista israele ha radici nelle stragi, nella pulizia etnica
e nel sangue della Nakba del 1948 e ora segue il sogno suprematista,
razzista messianico di uno stato della purezza ebraica.
Più di 150.00 tra morti, feriti e "dispersi" tra Gaza e la
Cisgiordania. Distruzione di ogni infrastruttura civile per rendere
impossibile la sopravvivenza al popolo Palestinese. Una nuova definitiva
Nakba per costringerlo alla resa e all'abbandono della propria terra.
Migliaia di morti in Libano, Siria, Yemen e Iraq e la sete di sangue del
piccolo stato canaglia non si esaurisce mai e anzi ora vuole coinvolgere
anche l'Iran nello scontro diretto confidando sull'appoggio indiscusso
degli Stati Uniti chiunque ne sia il presidente. Questo è odio
razziale! Anche negare il genocidio, comunque, lo si voglia chiamare è
odio razziale. E così i governi occidentali trattano la popolazione
palestinese come "non umani" facendo propria la definizione del governo
sionista. La situazione è ancora più grave perché gli assassini
sionisti stanno puntando allo scontro confessionale per fomentare una
radicalizzazione dal punto di vista religioso che incendierebbe ancora
di più l'area medio orientale. Nessuno però indica il sionismo e il
fondamentalismo ebraico come causa della radicalizzazione islamista in
molti paesi arabi.
Di pace, di cessare il fuoco e di aiuti umanitari a Gaza non parla più
nessuno per non disturbare i terroristi israeliani e, allo stesso tempo,
si fa sempre più concreto il rischio della generalizzazione della
guerra fino al possibile utilizzo di armi nucleari.
Il blocco imperialista occidentale critica, a bassa voce e solo
formalmente, l'entità sionista israele per la sua "esagerazione" ma
continua nel frattempo a finanziarla con decine di miliardi di dollari
in armi per non perdere un suo prezioso avamposto all'interno dello
scontro globale per l'egemonia e il controllo su mercati e risorse.
L’italietta in camicia nera del governo Meloni-Salvini-Tajani si
inchina servilmente e giura eterna fedeltà, sul piano internazionale,
alla potenza economico/militare del blocco occidentale alla ricerca di
legittimazione politica e per porsi sotto il suo ombrello protettivo a
difesa dalla speculazione finanziaria dei mercati.
Il governo Meloni-Salvini-Tajani è complice e finanziatore del
genocidio palestinese ma è sul fronte interno che mostra però il vero
volto dell'autoritarismo.
E' sul piano della gestione economica e politica nazionale che scopre le
sue radici ben piantate nell'ideologia del ventennio riviste in una
nuova veste autoritaria e securitaria che sta svuotando ed esautorando
la forma stato basata sul parlamentarismo per trasformarla in una nuova
veste, una "democratura" con il rafforzamento del potere nelle mani
del/della presidente del consiglio e con una restrizione degli spazi di
agibilità politica dell'opposizione politica e di classe.
La tendenza alla guerra, causata da una crisi globale del modo di
produzione capitalistico, necessita, per la propria sopravvivenza, di un
aggiornamento della forma stato per imprimere, senza "l'inutile fardello
della democrazia parlamentare", una possibile accelerazione di riforme
che adeguino le strutture economiche e le sovrastrutture ideologiche
alle nuove esigenze del capitale e alla sua nuova economia di guerra.
La spinta al "keynesismo di guerra" sostenuta da Draghi e
dall'accozzaglia di nullità in camicia nera al governo. è evidente
quando viene indicato un enorme investimento nel comparto
militare/industriale come unica strada da percorrere per la
sopravvivenza economico-politica dell'Europa e della stessa Italia.
NO [2] AL DIVIETO DI MANIFESTARE IL 5 OTTOBRE A ROMA. NO AL DDL 1660!
Il ddl 1660 rappresenta un nuovo grande e pericolosissimo tassello in
questa evoluzione autoritaria del dominio di classe impressa dal governo
Meloni. Questa legge liberticida colpisce apertamente, con nuove forme
di arbitrio e violenza repressiva, ogni forma di dissenso che non agisca
nell'inutile teatrino delle compatibilità. Il potere non si tocca e non
si critica, altrimenti carcere e repressione.
Il divieto alla manifestazione nazionale del 5 ottobre si pone
all'interno di questo quadro di trasformazione in senso autoritario
della forma di governo e di recrudescenza repressiva. Le gravissime
motivazioni di questo divieto sono risibili e mistificatorie.
Sono ad ora 51 i sabati nei quali Milano si riempie di bandiere
palestinesi rivendicando, con forza ed empatia, i contenuti di
antifascismo e antisionismo e di solidarietà al popolo palestinese e
alla sua resistenza.
Contro ogni fascismo, razzismo e antisemitismo.
Parti importanti del mondo ebraico nella diaspora ma anche dalla stessa
entità sionista israele hanno alzato la voce contro il sionismo
colonialista e contro la barbarie del terrorismo del governo Netanyahu.
Contro la prigionia arbitraria e la tortura di più di 10.000 donne
uomini e bambini palestinesi detenuti illegalmente delle carceri
sioniste.
Ma tutto questo non conta.
Perché il gioco sporco e criminale di strumentalizzazione dell'orrore
dell'Olocausto fa rappresentare come antisemita chiunque manifesti
contro il colonialismo sionista e la barbarie del genocidio in corso
praticato dall'entità sionista Israele.
Il governo Meloni servo dei poteri economici e schierato con il
terrorismo sionista si inventa la possibilità di aggressione alla
comunità ebraica e decide di imporre un pesante divieto di manifestare
perché la data è troppo a ridosso e ricorderebbe il 7 ottobre del 2023
e l'insurrezione palestinese contro il colonialismo sionista.
Noi ricordiamo invece la Nakba, Deir Yassin, Tantura, Tel al Zataar,
Sabra e Chatila, e la continua strage quotidiana che dura da decenni di
donne e uomini e bambini palestinesi. Ricordiamo la "grande marcia del
ritorno del 2018 quando il popolo palestinese scelse la strada della
dimostrazione pacifica con migliaia di famiglie a protestare davanti
alle reti della vergogna e dell'apartheid con il risultato di 234
morti/e assassinati/e da cecchini sionisti mentre protestavano
pacificamente. 49 bambini uccisi e più di 6000 feriti, la metà in modo
grave.
Questa è la pace israeliana!
Ricordiamo il 7 ottobre del 2023 come l'inizio della disumanità di un
genocidio davanti al quale il mondo occidentale si sta girando
dall'altra parte per non mettere in discussione l'ultimo avamposto
coloniale dell'occidente.
Noi ricordiamo il 7 ottobre come data in cui il popolo palestinese ha
messo in gioco la propria esistenza per non morire giorno dopo giorno
nell'assoluta indifferenza.
Noi sappiamo, noi siamo tragicamente consapevoli che senza il 7 ottobre,
senza la sua Resistenza, il popolo palestinese non esisterebbe più come
identità, cultura, tradizioni, valori di solidarietà di empatia, di
Sumud. Non esisterebbe più come valore assoluto di pace e convivenza
tra religioni diverse in cui credono donne e uomini nati/e in Palestina
e non imposti militarmente dal colonialismo sionista e dal
fondamentalismo ebraico fiancheggiato dalle potenze imperialiste
occidentali.
Per questo non possiamo semplicemente accettare questo divieto, per
questo denunciamo l'intento terroristico del governo italiano e del
ministro Piantedosi di voler depotenziare la partecipazione al corteo
con la paura della repressione.
Per questo denunciamo l'impossibilità di poter definire un normale e
pacifico spostamento organizzato da moltissime città da cui sappiamo
vorrebbero partire decine di migliaia di compagne e compagni, amiche e
amici solidali con il popolo palestinese.
Lanciamo anche un appello perché la nostra intelligenza collettiva sia
in grado di rigettare al mittente questo divieto fascista senza cadere
nella trappola repressiva in cui il governo impregnato da fascisti/e e,
(ipocritamente) sionisti, vorrebbero cadessimo.
Vogliamo essere liberi di manifestare la nostra solidarietà ad un
popolo schiacciato ed oppresso da 76 anni di occupazione coloniale, da
76 anni di stragi, incarcerazioni arbitrarie e lutti, di check point, di
muri dell'apartheid, di una Gaza trasformata in un lager a cielo aperto
e ora costretta a subire un genocidio.
Per una Palestina libera dal sionismo dal fiume fino al mare!
Per il diritto ad esistere, a resistere, per il ritorno dei profughi,
per il diritto ad un processo di libera Autodeterminazione.
Con il Popolo Palestinese, con la sua Resistenza.
IL 5 OTTOBRE TUTTE E TUTTI A ROMA
ore 14,00 piazza Piramide
_Come annunciato sabato scorso dal camion nei comizi finali _
_noi saremo in piazza con uno striscione senza firma _
_MILANO SA DA CHE PARTE STARE_
_FERMIAMO IL GENOCIDIO_
_come punto di riferimento per chi verrà a Roma da Milano senza una
collocazione organizzata._
CON LA PALESTINA NEL CUORE!
Le compagne e i compagni del Csa Vittoria
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