
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: in piazza 8 marzo a Taranto
Data: 2025-03-07 14:35
Mittente: Slai Cobas per il Sindacato di Classe <slaicobasta@gmail.com>
Destinatario: destinatari nascosti: ;
Domani con le lavoratrici - alle ore 9,30 in piazza Della Vittoria -
alle 10,30 andiamo in piazza Castello al Comune
Le lavoratrici sono già in lotta. In particolare le lavoratrici degli
asili, delle pulizie e ausiliariato - che di fatto sintetizzano a
Taranto con le loro condizioni di lavoro e di vita, la precarietà, la
discriminazione, oppressione che subiscono le donne da aziende e
Istituzioni, e anche la determinazione, combattività delle donne a
lottare - dall'anno scorso hanno già fatto quattro scioperi e varie
iniziative; presidi, interventi ai consigli comunali, ecc, contro le
condizioni sempre più pesanti di lavoro, a cui non corrisponde neanche
un maggior salario; nello stesso tempo va avanti la minaccia da parte
del Comune di esternalizzare tutti gli asili, regalando un servizio
così importante sia per le donne, per le famiglie, sia per i bambini al
profitto dei privati.
Per questo al mattino andremo anche al Comune, anche se è caduta la
giunta - e questo è un bene - per porre chiaramente sia alla
Commissaria prefettizia, sia a tutti gli ex e nuovi rappresentanti dei
partiti, che non si tratta di fare delle liste alternative, ma che le
lavoratrici devono prendano nelle mani il futuro della città, che
impongano i loro bisogni su tutte le questioni.
La sera alle 17 concentramento nella piazza dell'Arsenale per fare poi
un sit-in itinerante che con presidi tocchi zone della città per essere
visibili, per dare un segnale pubblico per le strade.
Uno dei presidi principali sarà all'ospedale di Taranto. Il governo ci
vuole macchine della riproduzione, e nello stesso tempo scarica
soprattutto sulle donne i problemi dei tagli alla sanità,
dell'assistenza agli anziani. Dicono di fare più figli, e dicono
esplicitamente che si tratta di un problema. economico. Cioè a loro non
gliene frega niente delle donne, dei bambini - e sicuramente non gliene
frega niente, perché mentre parlano di "figli", sono complici
nell'ammazzare migliaia di bambini come è avvenuto e continua ad venire
a Gaza -; li vogliono solo come braccia per il capitale e nel prossimo
futuro per mandarli in guerra.
L'altra faccia della medaglia di questa campagna per la natalità è
quella dell'attacco al diritto d'aborto.
Ma il diritto d'aborto non si tocca, lo difenderemo con la lotta!
Dal presidio all'ospedale torneremo nelle via dei centro fino a piazza
Immacolata, con altri presidi, per denunciare che ai negozi luccicanti
per chi ha soldi, si contrappone per la maggioranza delle persone il
carovita, e che anche questo pesa soprattutto sulle donne, per cui
significa ancora più doppio lavoro, doversi arrabattare per far bastare
salari sempre più miseri. Per denunciare che mentre aumentano bollette
e si tagliano i fondi per i servizi sociali, scaricandone il peso sulle
donne, il governo aumenta i miliardi per le spese militari, per la
guerra. E anche l'8 marzo grideremo forte: "Siamo tutte palestinesi!"
Lavoratrici del Movimento femminista proletario rivoluzionario - Taranto
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