
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: [coordinamentonazionalenonato] 31 GENNAIO E 21 FEBBRAIO:
ASSEMBLEE NAZIONALI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO NATO
Data: 2026-01-10 12:33
Mittente: "Coordinamento Nazionale No Nato" (via
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Destinatario: "coordinamentonazionalenonato@lists.riseup.net"
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31 GENNAIO E 21 FEBBRAIO: ASSEMBLEE NAZIONALI DEL COORDINAMENTO
NAZIONALE NO NATO
* 10 Gennaio 2026
Bilancio e prospettive della più generale lotta per fermare la Terza
guerra mondiale
Milano, 31 gennaio 2026, ore 14.30: Circolo Familiare di Unità
Proletaria, viale Monza n.140
Napoli, 21 febbraio 2026, ore 14.30: Circolo culturale ex Asilo
Filangieri, vico G. Maffei n.4
Il 2025 è stato un anno di grandi e significativi passi avanti nella
lotta per farla finita con la Terza guerra mondiale. Significativi non
significa che i lavoratori sono riusciti ad imprimere a questo paese un
indirizzo politico differente, ma che la loro mobilitazione, unita a
quella degli studenti e degli altri settori della società, ha segnato
un salto di qualità nella mobilitazione popolare, nel rendere di massa,
diffuse, parole d’ordine che prima erano appannaggio di alcuni gruppi
e reti e ha avuto la capacità di mostrare al resto della società che
è possibile costruire un futuro fatto di pace tra i popoli, di
solidarietà, di riconquista di diritti. Ha avuto la capacità di
mostrare che le scelte politiche del governo Meloni, supino agli
imperialisti USA e NATO, leccapiedi dei criminali sionisti e
scodinzolante verso l’UE, non sono le scelte politiche della classe
lavoratrice di questo paese.
Ha mostrato inoltre che la Terza guerra mondiale a pezzi e sempre più
estesa, parte da qui: dai porti e aeroporti italiani, dalle fabbriche
che producono armi, dalle basi USA e NATO dedite allo stoccaggio di
munizionamento, allo spionaggio e al coordinamento delle operazioni
militari USA e NATO all’estero e in cui si addestrano gli eserciti
NATO.
Oggi si tratta di fare un salto di qualità nella lotta per fermare la
Terza guerra mondiale. Questo salto consiste innanzitutto nel fare più
precisamente i nomi e i cognomi di chi sono i promotori della guerra
mondiale. È sempre più palese agli occhi di larga parte della
popolazione del nostro paese la responsabilità dei gruppi imperialisti
USA-NATO e UE nella promozione della Terza guerra mondiale, in
particolare per quanto riguarda il sostegno al regime di Kiev e ai
sionisti d’Israele (in ultimo, non per importanza, l’aggressione al
Venezuela e il rapimento del presidente Maduro, in continua e aperta
violazione di ogni legge internazionale) e ciò che comporta anche in
termini di guerra interna: per mantenere la propria guerra nel mondo
c’è bisogno di tagli alle risorse pubbliche destinate a soddisfare i
bisogni collettivi e bisogna aumentare le prebende per speculatori e
guerrafondai; bisogna aumentare la repressione verso le avanguardie di
lotta e i gruppi e organismi che promuovono la lotta contro la guerra,
ecc.; bisogna occupare militarmente la società (scuole e università,
eventi pubblici, ecc.).
A ciò si affianca l’occupazione militare del paese: basi, caserme,
antenne e radar, poligoni di tiro, depositi di munizioni, ecc. che
prosciugano risorse, impoveriscono e inquinano i territori, fanno si che
intere porzioni del nostro paese siano appannaggio dei guerrafondai e
degli imperialisti e non di chi in quei territori ci vive e ci lavora.
È necessario quindi organizzarsi e ancora organizzarsi, fare rete e
coordinare tutte le realtà che già oggi lottano contro la guerra, il
riarmo e la NATO e via via animare e sviluppare un’iniziativa sempre
più unitaria. Non esiste pace che verrà dalla bontà e dal benestare
degli imperialisti e dal buon cuore del governo Meloni, ad essi sempre
più sottomesso. L’unica strada percorribile è quella di mettere
insieme le forze e sviluppare ad un livello superiore la lotta per
liberare il paese dalla nefasta presenza delle basi USA e NATO, spezzare
le catene della collaborazione e partecipazione del nostro paese alle
guerre di aggressione USA e NATO.
Le mobilitazioni del 22 settembre e del 3 e 4 ottobre scorsi hanno
dimostrato che siamo tanti, e che dobbiamo organizzarci!
Facciamo appello ad ogni comitato, rete e organismo, ad ogni gruppo di
lavoratori che si organizza e lotta contro guerra, NATO e riarmo a
portare la propria esperienza, il proprio contributo, le proprie
proposte.
Le assemblee saranno inoltre occasione per presentare il dossier, a cura
del Coordinamento Nazionale No Nato, sulle installazioni militari USA e
NATO nel nostro paese.
Coordinamento Nazionale No Nato
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