
LA SOLIDARIETA’ NON SI ARRESTA - MOHAMMAD HANNOUN LIBERO!
DOMENICA 1 MARZO ORE 14,30 PRESIDIO NAZIONALE AL CARCERE DI TERNI
La detenzione di Mohammad Hannoun, il presidente dell’API l’associazione Palestinesi
d’Italia nel carcere a Terni dopo l’arresto avvenuto a fine dicembre con l’accusa di essere
finanziatore di Hamas, arresto confermato nonostante l’esclusione delle “prove” presentate
da Israele, ci impone di mobilitarci ed esprimere la nostra piena solidarietà e anche di
leggere questo come l’ennesimo attacco alla solidarietà con la Palestina.
Lo Stato italiano sta conducendo -su mandato di Israele e in ossequio alla sua logica di
annientamento del popolo palestinese- un attacco alla resistenza palestinese e ai movimenti
di solidarietà. Questo attacco ha molte facce, ma una sola direttrice: schiacciare chiunque
osi opporsi al colonialismo di insediamento e alla pulizia etnica in corso: vengono
imprigionati e processati, su richiesta israeliana, partigiani palestinesi rifugiati politici in Italia,
come Anan Yaheesh condannato incredibilmente in 1° grado a 5 anni e mezzo; vengono
colpiti e arrestati palestinesi che – come Hannoun- in piena guerra genocida, raccolgono
aiuti umanitari per il loro popolo sterminato da bombe, fame e malattie diffuse; viene
repressa con ferocia differenziata la solidarietà al popolo e alla resistenza palestinesi con
condanne pesantissime come quella a Tarek e con azioni esemplari contro studenti pro-
Palestina come fermi, arresti domiciliari e schedature che coinvolgono le stesse scuole
pubbliche.
In questo quadro, l'operazione di criminalizzazione degli aiuti umanitari al centro del
processo contro Mohammad Hannoun assume un significato chiaro. È la stessa logica
applicata su scala globale: come Israele nei territori occupati e a Gaza blocca gli aiuti, caccia
Medici Senza Frontiere e accusa l'UNRWA (l'agenzia ONU che dal 1949 fornisce assistenza
ai profughi palestinesi) di complicità, così all'estero chiede ai governi vassalli, come quello
italiano, di colpire i flussi di solidarietà dal basso. Due piccioni con una fava: screditare i
movimenti di solidarietà e garantirsi il business esclusivo degli aiuti e della futura
ricostruzione, mentre si tenta di ridurre al silenzio la solidarietà con il popolo palestinese.
Per questo è urgente smontare questa narrazione tossica e ristabilire un piano di verità:
l'unica direttrice giusta è quella della resistenza e della liberazione del popolo palestinese
dall'entità coloniale israeliana.
Di fronte a questa macchina repressiva, le finzioni legali crollano. A nulla valgono
l'esclusione delle prove israeliane anonime ed estorte nel processo Mohammad Hannoun,
o l'inconsistenza delle testimonianze dell'ambasciatrice israeliana nel processo contro Anan
Yaheesh. La partita non si gioca sul campo dello stato di diritto, ma su quello dei loschi affari
e delle convenienze politiche: accordi energetici (ENI), commesse militari, cyber
sorveglianza, affari di altre società italiane con Israele, in cambio di ostaggi e del silenzio
sulla Palestina.
In questo contesto, diventa cruciale creare un legame forte e visibile tra tutte le mobilitazioni.
I presidi del 21 febbraio per Anan Yaheesh a Melfi e per Ahmed Salem a Rossano Calabro
sono in continuità con gli scioperi, i presidi, i cortei e le manifestazioni per la Palestina, come
lo è il presidio per Mohammad Hannoun a Terni e quelli per Tarek e tutti gli altri detenuti e
processati perché credono che l’autodeterminazione del popolo palestinese, la sua
liberazione dal fascismo israeliano sia oggi una possibilità di riaffermare anche qui da noi
delle pratiche di autodeterminazione e libertà da uno stato sempre più autoritario,
poliziesco...fascista. Ogni processo contro la solidarietà è un processo contro la libertà di
tutte e tutti. Libertà per tutti i prigionieri politici.
Perché la liberazione della Palestina è liberazione di tutti!
Perché la solidarietà è un’arma e per questo il potere la vuole spezzare!
DOMENICA 1 MARZO ORE 14,30
PRESIDIO AL CARCERE DI TERNI, STRADA DELLE CAMPORE
COORDINAMENTO TERNANO PER LA PALESTINA