Non ci sono gabbie che tengano

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Sabato, 6 Ottobre, 2012 - 18:00

E' stata un'estate intensa scandita dal tintinnio delle gabbie.
Alcune gabbie sono chiuse, come quelle che tengono prigionier* da
sempre gli animali umani o non. E' il caso delle celle delle carceri
che ora detengonoo qualche compagn* in più come Alberto, Marina
processat* per le rivolte del G8, o quelle che detengono Katia,
Sergio, Elisa, Giuseppe, Paola, Giulia, Alessandro, Stefano, Massimo
arrestat* perchè anarchic* e con loro tanti altri nomi che questa
estate italiana si è presa. E poi le gabbie che tengono prigioniere
miliardi di vite, che conosceranno solo sfruttamento, sofferenza,
violenza e morte. Sono le gabbie degli allevamenti e dei laboratori,
le gabbie che tengono segregati gli animali sfruttati a causa del
capriccio, dell’egoismo e dell’avidità umana. A causa dello specismo
che dobbiamo combattere in ogni modo.
Alcune gabbie invece sono state aperte. Come quelle dell’allevamento
di cani beagle da vivisezione Greenhill; come quelle di Francesco e
Giuseppe, sfuggiti alle condanne del G8; come quelle dei reclusi evasi
dal CIE di Bologna e come quelle dei tanti animali che in ogni parte
del mondo vengono liberati e salvati dai luoghi di sfruttamento.
Che le gabbie siano chiuse dipende solo da noi, non esistono
serrature che non possano essere forzate, bisogna solo trovare il
grimaldello giusto.
Dai laboratori di vivisezione agli allevamenti, dalle carceri ai CIE
tutte le gabbie devono essere aperte e tutt* noi possiamo farlo.