
111 e poi…?
Chissà quanti di noi si sono mai chiesti quante palle di natale addobbano gli alberi naturali o artificiali
in Ticino.
Non sappiamo quante, ma di sicuro tantissime e più di mille.
Depositate in scatole, immagazzinate in depositi o buie cantine durante l’anno, vengono riesumate nel
periodo natalizio per decorare il vuoto e il nulla dello sfrenato consumismo.
Queste palle, però, hanno una loro dignità e un loro motivo d’essere, hanno uno scopo, un progetto,
anche quando vengono rinchiuse nelle scatole: hanno, infatti, la prospettiva che il prossimo anno
potranno addobbare nuovi e vecchi alberi, secondo lo scopo per cui esistono.
Tutt* noi le guardiamo, le ammiriamo, ci giochiamo, le costruiamo e, anche quando le riponiamo nelle
scatole, sappiamo che esistono, pronte per un nuovo uso all’occorrenza.
Chissà quanti di noi si sono mai chiesti o sanno che in Ticino ci sono 111 persone (dato del CdS del
dicembre 2022) che, come le palle di natale, potrebbero brillare di luce propria, ma che invece
rimangono “inscatolate” e ingabbiate senza alcuna prospettiva di realizzare i loro sogni e progetti di
vita.
Sono i 111 NEM (donne, minori, uomini, famiglie), persone che hanno visto la loro domanda d’asilo
rifiutata in maniera definitiva ma che, malgrado il volere della SEM, non possono essere rimandate nei
propri paesi d’origine. Anche perché i loro Paesi d’origine sono Eritrea, Afghanistan, Iran, Irak, Sudan,
Somalia… Paesi in cui di fatto non si può tornare, tutt* noi lo sappiamo e lo sanno anche le autorità,
eppure…
Sono 111 persone bloccate in un limbo disumano e straziante: non possono andare oltre la scuola
dell’obbligo, non possono accedere ad altre formazioni e/o apprendistati, non possono lavorare, non
possono formare famiglia o ricongiungersi alla propria, non possono viaggiare: insomma non possono
vivere la loro vita (come chiunque di noi).
Se le paragonassimo alle palle di natale, non sarebbero nemmeno quelle che si sono rotte, poiché
quelle perlomeno hanno vissuto svolgendo il loro compito.
Sono come rinchiuse in palle di natale semi trasparenti, dalle quali possono vedere e sentire l’esterno,
ma nelle quali non puoi vedere nulla. Sono “inesistenti”.
Sono costrette all’immobilità di vita, sospese in un respiro trattenuto in un tempo indeterminato, per
volontà di coloro che nemmeno le vedono o sanno della loro esistenza, e di quelli che, pur potendolo
fare, non vogliono trovare una soluzione vivibile.
Al loro grido silenzioso vogliamo dare voce, invitando tutte e tutti ad accorrere numeros* (almeno
111) al presidio/flashmob che si terrà in occasione della celebrazione dei primi rifugiati dell’anno 0, il
nucleo familiare ebreo palestinese, costretti a fuggire per la sete di potere di chi allora come oggi
preferisce fare una strage degli innocenti, piuttosto che lasciare libertà di vita ad ognuno.
Vi aspettiamo il 6 gennaio 2024 alle ore 14,00 presso la stazione di Bellinzona per portare, in
rappresentanza di queste persone, 111 palle di natale davanti al palazzo del governo, per
chiedere di compiere un gesto di giustizia, dando loro un permesso.
Collettivo R-esistiamo
r-esistiamo@riseup.net