Ci avviciniamo alla scadenza dell' ordinanza Raggi : i 180 giorni terminano il 15 gennaio e mentre continuiamo a pretendere l'immediata interruzione degli sversamenti ci dobbiamo preparare alle ipotesi peggiori.
A gennaio saremo pronti a tornare a Roma di fronte alla Prefettura, che è anche la sede istituzionale della Città Metropolitana, per impedire qualsiasi proroga di questo disastro.
Le 40.000 tonnellate scaricate da agosto ad oggi hanno dimezzato la capienza disponibile nel VII invaso, e già sono bastate ad infestare di puzza asfissiante tutta la zona esattamente come avvenne pochi anni fa quando reagimmo con ripetute proteste.
Oggi i/le cittadini/e attivi/e sono costretti/e ad autogestirsi l'acqua potabile delle cisterne arrivate a seguito dell'inquinamento dei pozzi privati, ottenute grazie alla pressione sull'amministrazione diArdea, la quale è comunque responsabile dei ritardi per l'arrivo dell'acquedotto pubblico.