Comunicato-stampa
10 dicembre
Sciopero generale della Scuola con manifestazioni locali
Come i governi precedenti, anche l’esecutivo Draghi, nonostante
l'enorme disponibilità di fondi europei, prosegue, con il PNRR e la
legge di bilancio, nell’attacco al diritto all’istruzione e ai
lavoratori/trici della scuola, visto che i provvedimenti sono
caratterizzati da:
proposte salariali per il rinnovo del contratto (scaduto nel 2018)
ridicole e offensive, come nel caso del premio per la “dedizione al
lavoro”, che ricorda le campagne del ventennio;
nessuna stabilizzazione del personale precario, docenti e ATA;
nessun investimento nell’edilizia scolastica, con conseguenti problemi
per la sicurezza, cresciuti ulteriormente con la pandemia;
nessuna riduzione strutturale del numero degli alunni/e per classe;