Foggia corteo documenti

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Lunedì, 6 Marzo, 2023 - 10:00

Ciao, vi giriamo il comunicato che abbiamo inviato alla stampa per il

corteo autorganizzato dei lavoratori delle campagne del foggiano, di
lunedì 6 marzo. Vi chiediamo se possibile fare una diretta alla radio
lunedi mattina, il corteo inizia alle 10.
Vi lasciamo un numero
3337789786 chiara

Fateci sapere, grazie!!!

FOGGIA, 6 MARZO: I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLE CAMPAGNE VOGLIONO
DOCUMENTI, CASE E CONTRATTI PER TUTT*, NON CAMPI NÉ GHETTI [1]

Dopo decenni di mobilitazioni, sembra che finalmente tutti, o quasi, si
siano accorti che per eliminare gli insediamenti informali dove abitano
lavoratori e lavoratrici delle campagne immigrati la regolarità
giuridica sia condizione necessaria. Persino i giornalisti ormai
perorano la causa, facendo eco agli amministratori comunali cui spetta
il compito di progettare e gestire gli interventi lautamente finanziati
con il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR). Potrebbero apparire
lontani i tempi in cui nessuno, a parte i diretti interessati e qualche
solidale, si pronunciava sulla regolarizzazione di chi è sprovvisto di
permesso di soggiorno, mentre centinaia di migliaia di euro venivano
spesi per formalizzare (temporaneamente) i “ghetti” trasformandoli
in campi di lavoro, in un circolo vizioso che tutt’al più è servito
ad arricchire qualcuno, come dimostrano anche recenti vicende
giudiziarie.

Eppure, da parte del Governo – e cioè di coloro che devono valutare
ed approvare i progetti presentati dai Comuni per il superamento degli
insediamenti informali – per ora si registra un grande silenzio. O
meglio, arrivano dichiarazioni che sembrano contraddire ciò che ormai
pare diventato senso comune. Pochi giorni fa, il ministro
dell’Agricoltura prevedeva l’ingresso legale di 500000 migranti –
una cifra mai raggiunta finora -, necessari per colmare l’ormai
conclamata carenza di manodopera in diversi settori tra cui, appunto,
l’agricoltura. Ironia vuole che si tratti proprio del numero stimato
di irregolari presenti sul territorio nazionale, o che comunque qui sono
transitati e hanno fatto richiesta di un permesso di soggiorno almeno
una volta. Peraltro, l’ultimo decreto flussi varato dal governo sembra
aver eliminato la possibilità, prevista dal precedente esecutivo, di
regolarizzare chi è già sul territorio tramite un datore di lavoro
disposto ad ingaggiarlo. Tutto ciò a distanza di quasi tre anni da una
sanatoria, strappata proprio grazie alle lotte di lavoratori e
lavoratrici delle campagne, rivelatasi (volutamente, viene da pensare)
fallimentare.

Anche volendo soprassedere sulla questione documenti, i progetti
presentati dai comuni del foggiano per disporre dei finanziamenti del
PNRR non brillano certo per lungimiranza o innovazione. Ancora una
volta, si parla di “foresterie” (eufemismo per non dire
“campi”), cioè luoghi in cui la libertà di chi ci vive è
severamente limitata, e che costringono alla precarietà. Si pretende di
distinguere tra “stagionali” e “stanziali”, come se fosse una
scelta individuale quella di spostarsi più volte l’anno per cercare
lavoro e non invece un’imposizione di un mercato del lavoro votato
all’iper-sfruttamento. Perdipiù, la proposta di riadattare le borgate
della bonifica o della riforma agraria allo scopo sembra ignorare il
fallimento di quelle esperienze. Storicamente, questi progetti si
svilupparono a partire già dalla fine del ‘700, mossi
dall’inquietudine delle classi dirigenti borboniche e poi italiane,
preoccupate della concentrazione urbana di masse bracciantili
spossessate degli usi civici e ingaggiate a giornata nei periodi di
raccolta. Insomma, una storia che si ripete.

E allora, i 200 e più milioni stanziati per superare gli insediamenti
informali faranno la fine di tutti i precedenti interventi?

È proprio per opporsi a questa ennesima presa in giro prima che sia
troppo tardi che lavoratori e lavoratrici delle campagne e solidali
saranno in piazza a Foggia lunedì 6 marzo. A quasi un anno da una
mobilitazione che sanciva la possibilità per chi è sprovvisto di
permesso di fare richiesta di una protezione speciale senza dover pagare
il pizzo a qualche mediatore e senza attese interminabili, le poche
risposte arrivate dalla commissione territoriale per l’asilo di
Foggia, incaricata di valutare le istanze, sono tutt’altro che
incoraggianti. Molti rifiuti, tante domande ancora in attesa, nonostante
i richiedenti abbiano presentato abbondanti prove di integrazione (che
poi per le istituzioni italiane significa contratti di lavoro, cioè
prove della volontà di lavorare, perché a questo servono gli
immigrati). Ma i problemi per chi non ha la cittadinanza italiana sono
tantissimi: non solo leggi vessatorie, ma anche gli abusi di
istituzioni, datori di lavoro, proprietari di case, uffici vari
costringono gli immigrati a battaglie sfiancanti per qualsiasi
banalità. Tutto ciò senza contare i continui pericoli per la vita. Chi
sopravvive alle traversate del deserto e del mare perchè non ha canali
regolari di ingresso, si deve poi scontrare con le continue aggressioni
razziste, da quelle di strada e sul lavoro a quelle che si stanno
verificando da settimane contro le persone in fila agli uffici
immigrazione di varie questure, da Milano a Torino e Roma.

Per questo i lavoratori hanno chiesto di incontrare il Prefetto, il capo
dell’ufficio immigrazione della Questura, la presidente della
Commissione Territoriale per l’Asilo di Foggia e i sindaci interessati
dai progetti finanziati con il PNRR. Pretendiamo risposte e azioni
concrete: documenti, case e contratti per tutti e tutte! Basta razzismo
istituzionale e repressione, basta ghetti!

Appuntamento in Piazza Vittorio Veneto alle h. 10, per poi partire in
corteo verso la Prefettura.

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